L’incontro, il saluto, il momento immortalato con una foto: la sindaca di Andria Giovanna Bruno posa con l’ex sindaco Nicola Giorgino nella sala consiliare a margine della presentazione di un libro. Un momento totalmente irrilevante che potrebbe invece finire in tribunale se la sindaca Bruno darà seguito a quanto affermato in un video in cui ha comunicato di voler denunciare chi ha utilizzato l’intelligenza artificiale per trasformare quella foto in un breve video in cui i due protagonisti si baciano. “È deep fake” dice Bruno che si sente danneggiata come donna, come madre, moglie, figlia e rappresentante istituzionale. E in effetti il primo a chiedere la rimozione della foto è stato il marito della sindaca: richiesta cui è stato dato seguito immediatamente.
Il reato è stato introdotto dalla legge 132 del 2025 proposto dalle senatrici Gelmini, Biancofiore e Versace, facendo dell’Italia il primo paese europeo a dotarsi di una normativa sulla diffusione di contenuti manipolati digitalmente. Il reato è procedibile d’ufficio solo in alcuni casi particolari mentre è probabile che questo caso richiederà la querela di parte già annunciata dalla sindaca. Perché questo video possa configurare il reato previsto devono concretizzarsi alcune caratteristiche: deve provocare un danno ingiusto, deve essere diffuso senza consenso, deve essere generato con l’intelligenza artificiale e deve essere idoneo a ingannare, ecco perché quasi sempre i video fake riportano automaticamente una marchiatura con le lettere AI.
Insomma anche una goliardata può degenerare nel reato di deep fake. Se la sindaca ha subito un danno ingiusto sarà la magistratura a doverlo accertare. Quel che è certo per ora è che lei ha percepito questa burla come una violazione della sua sensibilità e tanto basta per definirlo un gioco di cattivo gusto. Ora bisogna capire se anche Nicola Giorgino la pensa allo stesso modo e se le denunce diventeranno due.


































