Alcuni dei ragazzi responsabili dell’assalto e dei danneggiamenti ad un locale di Corso Cavour ad Andria sabato scorso, accompagnati dai propri genitori, si è recato presso la kebabberia per scusarsi dei gravi fatti avvenuti e dirsi disponibili a pagare tutti i danni causati. Per questa ragione i titolari del locale non esporranno denuncia. E’ una conclusione, con senso civico e responsabilità, che restituisce un pizzico di speranza per il futuro.

Il vero e proprio raid che si è consumato attorno all’1:30 e che ha scaturito diverse reazioni pubbliche, è stato innescato dall’intervento di uno dei dipendenti della kebabberia nei confronti di un giovane che stava urinando nei pressi del locale. I toni della discussione sarebbero diventati sempre più accessi, fino a giungere anche ad una colluttazione tra il ragazzo e il lavoratore. In seguito, il giovane si sarebbe allontanato, per cercare supporto da suoi coetanei presenti in zona. Tornati in gruppo al locale hanno dato il via alle scene di violenza che tutti hanno potuto vedere tramite video circolati in rete e diventati ben presto virali.

E le reazioni di sdegno della comunità non si sono fatte attendere attraverso i social ma anche con comunicazioni ufficiali. Mentre il gruppo Gioventù Nazionale ha parlato di “un clima di violenza e vandalismo che si respira nel ‘salotto buono’ della città”, i Giovani Democratici hanno invitato a non strumentalizzare l’episodio in senso politico, pur rimarcando come “il fenomeno delle baby gang” sia diffuso in molte città italiane e rappresenti un problema da affrontare con serietà. Confcommercio, invece, ha chiesto che vengano intensificati i controlli con il fine di prevenire e scoraggiare i malintenzionati.

L’ultima parola è quella degli esercenti di Corso Cavour che vivono quotidianamente quei luoghi. Secondo molti di loro esiste effettivamente un “problema sicurezza” che non viene ben percepito dall’esterno ma che rende sempre più complesso il loro lavoro. La conclusione di questa storia, tuttavia, con le scuse e la mancata denuncia, restituisce un quadro decisamente più confortante verso l’inizio anno 2026.