Avrebbero sostenuto candidature al di fuori del partito durante le scorse elezioni regionali violando così lo statuto: per questo sei esponenti andriesi del PD sono stati cancellati dall’elenco degli iscritti. È quanto avrebbe deciso nelle scorse ore il collegio di garanzia del PD Puglia. Destinatari del provvedimento sarebbero tre consiglieri comunali della maggioranza di Giovanna Bruno tra i quali niente meno che il capogruppo Gianluca Sanguedolce e con lui Mirko Malcangi e Emanuele Sgarra. Insieme a questi ci sarebbero anche gli iscritti Agostino Ciciriello già presidente della associazione Andria Bene Comune, lista civica di fatto svuotata in consiglio comunale, e iscritto al PD solo da pochi mesi oltre a Vito Malcangi e Giovanni Cirulli, storici esponenti politici che proprio ieri avevano rinnovato la tessera. La richiesta di espulsione di alcuni esponenti del Pd di Andria era stata da noi anticipata in un servizio dell’undici dicembre: in quel momento era noto il solo nome del capogruppo in consiglio comunale Gianluca Sanguedolce. Oggi emerge che le richieste di esplusione, che sarebbero state comunque più di una, riguardano invece tre consiglieri comunali di Andria e altrettanti iscritti. Su quest’ultimo versante, però, la questione potrebbe allargarsi ad altri tesserati del partito riconosciuti come persone direttamente coinvolte da chi oggi è stato oggetto dell’atto di cancellazione dall’elenco degli iscritti. Un “repulisti”, quello in atto nel pd, che è conseguenza delle chiare parole pronunciate nella campagna elettorale per le regionali, dal senatore Francesco Boccia in diverse occasioni.

La linea del partito procede in coerenza anche rispetto ai provvedimenti inflitti prima delle regionali al consigliere barlettano Filippo Caracciolo, poi alle consigliere comunali Irene Cornacchia di Trani e Daniela Maiorano di Andria.

Tutti i consiglieri andriesi destinatari del provvedimento dovranno lasciare la loro posizione nel Pd nella massima assise cittadina continuando a far girare le girevoli porte del gruppo consiliare: con l’elezione di Giovanna Bruno sindaco erano sette gli scranni riservati in aula ai democratici. Perso il capogruppo Di Lorenzo che si era dimesso per contrasti con il gruppo e con la sindaca, erano entrati Mirko Malcangi, Daniela Maiorano ed Emanuele Sgarra con il gruppo arrivato a occupare ben nove banchi della maggioranza. Con le ultime quattro espulsioni il gruppo si riduce ora a cinque in una maggioranza lontana dalla linea del campo largo dettata dalla segretaria nazionale Schlein: nella maggioranza Bruno, infatti, non sono rappresentati né il Movimento 5 Stelle, né alleanza verdi sinistra, né azione, né Italia Viva.