«Lunedì il consiglio comunale sarà chiamato a decidere se affidare la piscina comunale ad una società per 20 anni, senza alcun canone. Significa che un bene pubblico verrebbe ceduto gratuitamente per due decenni, senza alcun ritorno per la città». Lo scrive in una nota l’ex presidente del consiglio comunale di Andria, l’avv. Laura Di Pilato.

«È importante ricordarlo: i consiglieri comunali sono amministratori pro tempore.
Hanno un mandato limitato e non possono assumersi la responsabilità di vincolare la città per 20 anni, privandola dell’uso e del valore di un bene che appartiene ai cittadini e non a loro. Chi voterà a favore si assumerà la scelta di legare Andria a un provvedimento irreversibile, che inciderà su generazioni future. E ai candidati regionali di Andria:
silenzio totale su questa vicenda. Si parla solo di sanità per cercare consensi, ma quando si tratta di difendere il patrimonio della città… nessun intervento. I cittadini devono saperlo: i beni pubblici non si regalano e non si vincolano per 20 anni. Si tutelano, tra l’altro ricordo che siamo i un comune in pre-dissesto».