In seguito al processo d’appello inerente la tragedia ferroviaria del 12 luglio 2016, pubblichiamo la lettera di Daniela Castellano, figlia di una delle vittime, rivolta al Presidente del CDA di Ferrotramviaria:

«Egr. Dr. Pavoncelli, chi le scrive è Daniela Castellano.

A distanza di 20h dai Suoi festeggiamenti per la vittoria, le rivolgo una domanda: se per i giudici quella tratta era così sicura perché il MIT ad agosto dello stesso anno ha imposto il limite di 50km/h a Ferrotramviaria per mancanza di dispositivi di sicurezza?

Altro quesito, in caso di condanna se ricordo bene, la Procura di Trani chiedeva anche la sospensione della licenza per un anno. Solo uno stolto avrebbe quindi pensato ad una vittoria della Procura in piena campagna elettorale. Un blocco della licenza avrebbe comportato una crisi nei trasporti per la Regione Puglia inimmaginabile.

Mi soffermo ora sulle ultime 6 righe del suo comunicato stampa. Parla di vicinanza ai familiari, mi tocca doverla smentire, questa vicinanza non c’è mai stata. Ho memoria di alcune intercettazioni telefoniche intercorse tra lei o chi per lei con la sua defunta madre che dicono tutto tranne che dolore o vicinanza a noi familiari. Anzi sua madre si lamentava per come i giornali descrivevano il “suo adorato fratello”. Vicinanza è altra cosa! La vicinanza la si trasmette con il cuore non con sterili comunicati stampa.

Non ultimo, anzi la parte più importante: “Ha assicurato comunque l’integrale risarcimento di tutti i danni sin dal primo grado”. Vede dr. Pavoncelli, i suoi soldi non ci riporteranno indietro i nostri cari. Noi non viviamo più una vita normale dal 12 luglio 2016, noi sopravviviamo. Probabilmente nella vostra nicchia tutto ha un prezzo, tutto si risolve pagando e mettendoci una pietra sopra.

E non parlo di coscienza, perché dubito fortemente che ve ne sia ancora traccia. Ha mai visto le foto scattate sul posto il giorno del disastro ferroviario? Io non credo! Le consiglierei di aprire il fascicolo e scorrere le numerose foto in bianco e nero dei cadaveri dei nostri cari. Un film horror è più facile da guardare. Io l’ho fatto dalla prima all’ultima foto. Purtroppo non sono riuscita a vedere l’intero fascicolo della medicina legale, li le foto erano a colori ed il sangue abbondava.

Ho visto quelle di papà. Aveva più di 63 fratture multiple, la spina dorsale spaccata in 2 punti , la gamba destra troncata, a dx del cranio una profonda ferita, come sulla schiena. Sangue alla bocca, alle narice e alle orecchie,  dovuto alla forte emorragia. Organi interni distrutti. Guardi l’intera cartella e solo dopo potrà dire vi sono vicino e potrà forse risultare credibile.

I suoi soldi non potranno mai cancellare dalla mia memoria queste immagini».