
«Si è tenuta giovedì la seconda commissione consiliare sulla sicurezza, richiesta da me e dalla consigliera Maiorano, per avere aggiornamenti direttamente dall’assessore al ramo e dal Comandante della PM, in merito ad una serie di attività rilevanti che riguarderanno la Polizia Locale. Attività su cui il consiglio comunale, prima di giovedì, era stato tenuto completamente all’oscuro. Questo crea, purtroppo, un precedente gravissimo». Lo scrive in una nota il consigliere comunale del PD Mirko Malcangi.
«Era assente l’assessore Colasuonno e abbiamo chiesto al Presidente di riaggiornare la seduta, perché, accanto alla spiegazione “tecnica” del comandante, ci sarebbe dovuta essere e ci dovrà essere anche la risposta politica. Le questioni poste hanno riguardato alcune proposte su cui il Comandante sta lavorando: istituzione del turno H24 degli operatori, Convenzione con gli altri Comuni per il rilievo dei sinistri stradali notturni sulle arterie provinciali e aggressioni al personale di PM.
Abbiamo subito precisato, anche, che siamo iper favorevoli ad un maggior presidio del territorio, cosa che consentirebbe di garantire più sicurezza ai cittadini, ma abbiamo rilevato l’impossibilità di avviare ulteriori servizi, come l’attività notturna, esclusivamente per una carenza di personale, come anche fatto notare dal comandante, dato che già nelle fasce oggi coperte si fa fatica a presidiare il territorio.
Relativamente al primo punto il Comandante ha tenuto sin da subito a precisare che la modifica dell’orario di servizio ha ripercussioni esclusivamente formali. Con le attuali forze a disposizione non è possibile coprire anche la fascia notturna.
Sulla Convenzione, invece, ha informato i consiglieri della chiusura dei passaggi tra la delegazione trattante e i sindacati. Ora si provvederà ad informare la Prefettura del fatto che, almeno Andria, ha portato a termine le procedure previste.
Va rilevato che addirittura i sindacati vengono prima della parte politica e cioè del consiglio comunale, che domani si potrebbe occupare dell’analisi del provvedimento. Si attendono novità. Non è stato possibile sapere al momento se dei 10 comuni della provincia alcuni si siano già sfilati dall’iniziativa (a noi risulta che San Ferdinando e Canosa hanno espressamente detto di non voler aderire al progetto) e come andrà a modificarsi il servizio immaginato.
Nel concreto ci sarà da capire se, ad esempio, venendo meno il comune X, poi le pattuglie che andranno ad operare potranno farlo su quella parte di territorio non rientrante nella convenzione.
In merito ad episodi di aggressione che hanno interessato alcuni operatori, ci è stato spiegato che il fenomeno è sempre dietro l’angolo, data la potenza dei monopattini e bici elettriche in circolazione, spesso superiori a quanto consentito dalla norma e l’impossibilità per gli agenti appiedati di fermarli.
Suggeriamo di non costruire l’eventuale prossimo concorso esclusivamente per alcune professionalità. Rischieremmo di trovarci senza una graduatoria da poter utilizzare in caso di necessità; cosa accaduta nell’ultimo concorso, formulato solo per i motociclisti.
Resterà alta la nostra attenzione sulla questione sicurezza in città, sicuri del fatto che la pianificazione delle attività deve vedere coinvolta anche la parte politica, a maggior ragione se poi sarà chiamata ad esprimersi formalmente».


































