Preservare i luoghi sacri attraverso il monitoraggio della qualità dell’aria: è l’obiettivo principale di un progetto che porta la firma dell’ andriese Lucia Pastore, dottoranda in scienze ambientali all’Università degli Studi di Bari. Un lavoro partito proprio dalla città di Andria in cui ha potuto testare il progetto nella parrocchia Ss. Sacramento e che adesso ha preso piede a Roma, nella Basilica di San Pietro.

Otto i sensori presenti attualmente all’interno della Chiesa che analizzano la qualità dell’aria e l’impatto sui fedeli e sui beni culturali. Un monitoraggio nato dalla tesi di laurea magistrale di Lucia Pastore con il coordinamento del prof. Gianluigi De Gennaro e che ha poi accolto la sensibilità del Vaticano in funzione del Giubileo e di migliaia di fedeli che visiteranno la Basilica.

Un vero e proprio laboratorio di sostenibilità ambientale che rileva quotidianamente le concentrazioni di polveri sottili ritenute responsabili di varie patologie e virus e che vede l’andriese in prima linea nell’analisi e nella ricerca.