
Michele Chieppa, presidente dell’Associazione L’Emmanuele ETS, è un pedagogista andriese di lungo corso, da anni attivo nel sociale con un impegno costante verso le famiglie e i minori a rischio. Diversi sono i progetti creati nel campo dell’educazione e dell’inclusione sociale, dove ha contribuito con iniziative concrete a sostegno dei più vulnerabili. Chieppa ha inviato alla nostra redazione una lettera scritta in occasione del 31 ottobre che ha come oggetto la “(non) festa di Halloween”.
«Carissimi educatori, insegnanti e genitori,
Come sapete, le emozioni sono fondamentali per il nostro benessere psicologico, fungono da guida nella vita di tutti i giorni. In particolare, per i bambini, rappresentano una sorta di bussola interiore, che li aiuta a comprendere sé stessi e il mondo che li circonda. Tuttavia, questa bussola può essere sabotata da esperienze che distorcono la realtà. Un esempio significativo è Halloween, una festa che spesso gioca sulla paura e su immagini inquietanti che, soprattutto per i più piccoli, possono risultare destabilizzanti.
La paura, se usata come strumento di divertimento, rischia di sminuire la sua funzione naturale e importante, che è quella di segnalare pericoli reali e proteggere. Quando esponiamo i bambini a simboli di morte, mostri e terrore, alimentiamo in loro una confusione emotiva, poiché queste rappresentazioni rendono difficile distinguere tra ciò che è immaginario e ciò che è reale. Questo può creare disorientamento e ansia, compromettendo la loro capacità di affrontare le paure autentiche in modo sano.
L’educazione emotiva dovrebbe, al contrario, puntare a valori positivi come la luce, l’amore e la verità. Il nostro compito, come genitori, educatori e insegnanti, è quello di offrire ai bambini strumenti per gestire le loro emozioni in modo equilibrato. In questo contesto, Halloween può rappresentare un ostacolo… Promuovere la paura come un gioco, è pericoloso e assolutamente non educativo. E’ costruttivo invece insegnare loro a riconoscerla e ad affrontarla con coraggio e consapevolezza. L’amore e la tenerezza devono essere al centro di questa educazione, perché sono sentimenti che costruiscono fiducia, sicurezza e una visione positiva del mondo.
Il ruolo degli adulti è cruciale: siamo noi a dare forma alle esperienze emotive dei bambini. Dobbiamo offrire loro esempi di empatia, comprensione e verità. Solo così potremo crescere generazioni in grado di navigare attraverso le emozioni con consapevolezza e resilienza, senza lasciarsi travolgere da paure indotte da modelli esterni. I minori oggi vivono già un forte disorientamento emotivo aiutiamoli e orientarsi e non a confonderli.
Fare il genitore significa assumere la responsabilità di crescere un essere umano con valori, rispetto e senso etico. È un compito che va oltre il semplice prendersi cura dei bisogni fisici del bambino. Implica insegnare a scegliere il bene e rifiutare il male, promuovere la giustizia, la compassione e l’empatia, e fornire un esempio positivo da seguire. I genitori devono aiutare i figli a sviluppare un senso di integrità e a prendere decisioni responsabili, preparando così individui consapevoli e rispettosi nella società. Scegliendo di non giocare con la paura, ma di affrontarla con rispetto, costruiamo una società più consapevole e emotivamente sana.
Abbi coraggio, fai il genitore, l’educatore e l’insegnante responsabile quest’anno».
L’associazione, in virtù di questa lettera, invita tutti a partecipare alla seconda edizione della Festa della Luce: “light in the night” che si terrà proprio il 31 ottobre, presso la Parrocchia delle Croci, via alpi, 53 bis, start ore 17:30 L’ingresso libero, divertimento assicurato, per festeggiare la LUCE.



































