Arriva la prescrizione, maturata in appello, per l’ex assessore all’Ambiente del comune di Andria Francesco Lotito, arrestato all’alba dell’11 dicembre 2013 con l’accusa di aver intascato una tangente per pilotare l’appalto della nettezza urbana della città federiciana. Due anni prima il comune di Andria era passato alla raccolta differenziata porta a porta e il servizio era stato aggiudicato alla ditta Sangalli di Monza. E proprio dalla Procura di Monza è partita l’inchiesta che portò a dicembre 2013 a diversi arresti, tra questi anche quello di Lotito, già eletto nelle fila del PDL e nominato assessore dall’allora sindaco Nicola Giorgino. Secondo l’accusa l’ex assessore avrebbe intascato una tangente per favorire l’aggiudicazione alla ditta Sangalli. L’inchiesta, nel frattempo trasferita dalla Procura di Monza a quella di Roma dopo un’eccezione presentata dai legali di Lotito, portò in primo grado di giudizio nel 2017 alla condanna a 6 anni di reclusione. Lotito ha sempre rifiutato il patteggiamento. Ora, in appello, è maturata la prescrizione. L’ex assessore era stato già assolto dall’accusa di concussione in un altro procedimento (avviato dalla Procura di Trani) inerente l’azienda che prima della Sangalli gestiva il servizio rifiuti ad Andria, ovvero la AIMERI.

L’ex assessore andriese è assistito dagli avvocati Domenico Di Terlizzi e Francesco Di Marzio, i quali in una nota hanno parlato di «pietra tombale sulla vicenda penale» in cui il loro assistito «si è sempre e fin dall’inizio proclamato innocente nonostante le gravi accuse che gli venivano mosse». «Del resto – si legge ancora – che si trattasse di una vicenda surreale è apparso fin da subito quando due procure diverse, Trani e Monza, rispettivamente contestavano due ipotesi accusatorie tra loro inconciliabili e confliggenti. Trani, da un lato, riteneva che nella gara d’appalto fosse stata favorita l’azienda Aimeri ambiente, Monza nella medesima gara, invece, riteneva che la società favorita fosse la Sangalli. Il nostro assistito, pur avendo sempre avuto fiducia nella magistratura, ha dovuto attendere molteplici anni per vedere la parola fine su questa triste vicenda processuale che ha causato a tutte le persone coinvolte molteplici sofferenze anche di carattere personale».

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