Si terrà il giovedì 23 maggio, alle ore 18:00, nella sala conferenze del Museo Diocesano di Andria, l’incontro organizzato dall’Associazione del Volto Santo-sezione di Ruvo, dedicato alla figura di suor Amalia Di Rella, mistica e religiosa ruvese.

Finalità dell’incontro, organizzato in occasione del 25° anniversario della sua salita al Cielo, è diffondere vita e opere della discepola del Volto Santo che molto ha fatto per il territorio di Andria e per tutti i luoghi in cui si recava e per le persone che incontrava.

La sua luce emanava serenità a tutti quelli che la incontravano: questo è quanto è emerso dalla raccolta di testimonianze che si sta portando avanti.

Durante l’incontro del 24 maggio, infatti, interverranno alcuni rappresentanti ecclesiastici che hanno avuto modo di vivere con lei episodi di vita, altri interventi invece ci parleranno del Volto Santo di Manoppello a cui la suora era devota.

All’incontro, moderato dalla giornalista dr.ssa Angela Ciciriello, interverranno:

  • Nunzia De Astis, Presidente Associazione del Volto Santo (sede di Ruvo di P.)
  • Antonio Bini, giornalista e studioso del Volto Santo
  • Don Mimmo Francavilla, Direttore Caritas Diocesana – sezione di Andria
  • Don Peppino Lapenna, ex parroco della chiesa San Michele Arcangelo di Andria
  • Michele Ippedico, autore del libro “La pupazza di Dio” (dedicato alla vita di Suor Amalia)

Il velo raffigurante il Volto Santo, esposto all’interno del Santuario di Manoppello, è infatti fortemente legato alla vita di Suor Amalia.

Breve storia sulla figura di Suor Amalia: “Accade che, prima di prendere i voti, Amalia Di Rella sia spesso ammalata. Tanti sono i medici che la visitano, ma nessuno di loro riesce a dare una connotazione alla causa dei suoi mali, e non individuandone con esattezza la malattia, non si riesce neanche a prescrivere una cura certa.

Alcuni medici definiscono come inspiegabile la sua malattia. Amalia comincia ad avere delle visioni: Gesù e altre figure religiose, come Padre Pio e Padre Domenico da Cese, sua guida spirituale, le appaiono e parlano con lei.

Guarisce improvvisamente da tutte le malattie mentre si trova dinnanzi al “Volto Santo” di Manoppello, un importante santuario in Abruzzo, meta di pellegrini provenienti dall’Italia e da tutte le parti del mondo. Le testimonianze di chi l’ha conosciuta raccontano di stigmate alle mani e ai piedi, di una ferita sul costato e una piaga sulla fronte a forma di corona di spine e di una lacerazione alla caviglia sinistra. A molte persone questi segni ricordano Cristo quando fu incatenato, insieme agli altri due ladroni, mentre saliva il Calvario. Suor Amalia pare sia l’unica ad aver ricevuto quest’ultima ferita.

Dopo alcuni anni, siamo nei primi anni ’70, Amalia fonda l’associazione del Volto Santo di Manoppello; nel 1976 prende i voti, mentre nel 1981 pronuncia i voti perpetui, sotto monsignor Grazia, vescovo dell’allora diocesi di Bitonto-Ruvo, nella chiesa del Purgatorio a Ruvo. Nel 1986 fonda l’ordine delle suore diocesane denominato Discepole del Volto Santo sotto la guida di Don Tonino Bello.

“La sua vita e le sue opere – scrive Nunzia De Astis, presidente dell’associazione Volto Santo di Ruvo – non hanno un aspetto solo religioso, ma una correlazione culturale con la gente del popolo, con le nostre tradizioni e con la nostra storia”.

L’intento dell’incontro è anche quello di avviare un percorso verso una sua eventuale causa di canonizzazione e beatificazione.