Andria ospiterà ancora un set cinematografico nei prossimi mesi, per un nuovo lungometraggio thriller la cui uscita è prevista per l’autunno 2023. Dietro la macchina da presa uno specialista del genere, Giovanni Aloisio, andriese d’adozione, con alle spalle una decennale carriera di cineasta e una preziosa collaborazione con il maestro del brivido, Dario Argento. Il luogo delle riprese, mantenuto dalla produzione rigorosamente top-secret, sarà quasi certamente un palazzo del centro storico cittadino.

“Si tratta per me di un’altra sfida – ha affermato Aloisio – considerando che l’intera storia si svolge in un’unità di luogo, facendo a meno dell’ausilio di musica ed effetti speciali che nei thriller sono elementi fondamentali, basandosi esclusivamente sulle capacità interpretative dei quattro protagonisti e continui plot twist”.

Trattandosi di Andria, Aloisio (qui in veste anche di produttore, ndr) ha voluto coinvolgere un cast artistico e tecnico rigorosamente locali. Tra gli altri, un solidissimo interprete teatrale ben noto al grande pubblico, Antonio Memeo (protagonista de “Il palazzo d’Occidente”nel recente Festival Internazionale Castel dei Mondi), attualmente impegnato nella conduzione del programma televisivo “Show-Vagando” su Teleregione, a cui è affidato il ruolo-chiave di un uomo maturo che si risveglia, legato e imbavagliato in un posto senza sapere come ci è arrivato, alle prese con altri personaggi che hanno subito la sua stessa sorte, accumunati dal fatto di essere tutti in serio pericolo di vita.

Alla direzione della fotografia un altro professionista andriese, Alberto Matera a cui sarà affidato il difficile compito di valorizzare con le luci le complesse architetture degli interni storici andriesi, con l’intento di esasperare il senso di angoscia e paranoia che la trama thriller necessariamente richiede.

“Avrà uno stile ben preciso – continua Aloisio – un ‘mood’ che ricorderà certi film degli anni ’70 dove non si ricorreva ancora all’uso di steadycam, ma dei movimenti sinuosi, precisi e fluidi dei carrelli. Il ritorno ad uno stile più rigorosamente classico renderà questo film meno assoggettabile a mode e tendenze cinematografiche del momento e molto più legato al patrimonio dei grossi maestri del cinema e alla loro genialità espressiva.

Altro interprete Angelo Petrone, alle prese con un personaggio grottesco, un pavido ‘nerd’ un po’ attempato che si ritrova invischiato casualmente in una situazione rischiosa che lo porterà a prendere difficili decisioni. Il titolo del film “Homini lupus” fa riferimento alla natura umana, alla lotta darwiniana per la sopravvivenza, all’istinto primordiale alla conservazione.

“Si tratta di un thriller dalle mille sfaccettature – dice Aloisio – che si presta a più chiavi di lettura. Non solo una storia di intrighi, delitti e violenze, ma un microcosmo in cui si riflette la società dei nostri tempi, sempre più narcisistica, spietata e individualistica.

Il film sarà interamente girato di notte, in un paio di settimane. Le scenografie saranno curate dall’architetto Domenico Tangaro che ha già preso parte a precedenti progetti di Aloisio.

Dopo le riprese, che termineranno a fine febbraio, si passerà alla complessa fase di post-produzione per cui si prevedono diversi mesi di lavoro. “Abbiamo già una distribuzione – afferma il regista – per cui possiamo confermare che “Homini Lupus” sarà visibile sulle maggiori piattaforme streaming, entro la fine del 2023.