Quest’anno avrebbe compiuto il suo trentesimo compleanno mentre la sua giovane vita è stata spezzata ad otto anni da una furia omicida senza eguali. E’ il dramma che si rivive ogni anno il 19 agosto da ormai 22 anni. La notizia sconcertante arrivò a sera dopo molte ore di ricerche infruttuose: la piccola Graziella Mansi fu ritrovata morta in un bosco della murgia a poca distanza dalla pinea di Castel del Monte. Un omicidio efferato che trovò nel branco, formato da cinque elementi, gli esecutori materiali. In quattro sono attualmente in carcere. Tutti individuati ed arrestati con una condanna all’ergastolo per quattro di loro ed a 30 anni per l’ormai tristemente famoso Pasquale Tortora colui il quale, secondo la ricostruzione ufficiale degli inquirenti, avvicinò alla fontana di Castel del Monte e portò nel bosco la piccola Graziella.  Uno di loro, Vincenzo Coratella di 27 anni, si è tolto la vita nel 2008 nel carcere di Lecce dove era detenuto, lasciando bigliettini e lettere nelle quali ha sempre professato la sua innocenza.

Michele Zagaria, Domenico Margiotta e Giuseppe Di Bari continuano a scontare la loro pena nonostante le tre richieste, già effettuate dai legali, di revisione del processo. Sentenza definitiva già giunta in Cassazione nel 2004 a cui i Giudici della Corte d’Appello di Lecce, nel 2013, non hanno ritenuto aver acquisito nuovi elementi utili alla revisione del processo e della sentenza stessa. Una giornata quella del 19 agosto del 2000 che cambiò il volto di una comunità che in un istante si ritrovò distrutta e ferita come peggio non avrebbe potuto sentirsi.