Da ieri sera il Monumento ai Caduti, da sempre simbolo storico e commemorativo per la cittadinanza, ha indossato una veste diversa, non usuale. “Ornata” del risultato di stupide vene artistiche della città. Imbrattata di svastiche, insulti e oscenità di vario genere.

Il monumento, costruito ed inaugurato nel 1930, rappresenta per la città di Andria il ricordo delle numerose vittime di guerra del XX secolo.

«Sono sicura che a scuola o in famiglia, vi abbiano detto almeno una volta cosa significa quel luogo», ha sottolineato la Sindaca in un post sulla pagina Facebook, contenuto che ha generato non pochi commenti da parte di cittadini stanchi e non rassegnati del degrado e dagli “animali”, purtroppo, presenti in città.

«Vorrei conoscervi, dico davvero! Vorrei conoscere gli artisti che si nascondono in voi per capire il motivo di questo gesto stupido e velleitario. Mi dicono sia stata opera di un gruppo di minorenni e io capisco quanto sia fragile la vostra fascia d’età, capisco che sia complicato vivere in una città che ha ancora pochi spazi dedicati a voi, capisco che dopo tre anni di pandemia ognuno di noi covi dentro tanta rabbia e frustrazione.

Quello che proprio non capisco è perché vi sia venuto in mente di danneggiarci tutti, compresi voi stessi, compresi i vostri genitori, i vostri nonni. Non so se esiste una città che può permettersi l’inciviltà ma Andria di sicuro no!
Ogni giorno dobbiamo confrontarci con la mancanza di risorse, ogni giorno dobbiamo inventarcene una per riuscire ad allungare una coperta che è sempre troppo corta e non abbiamo assolutamente la possibilità di sperperare denaro per ripulire queste idiozie.
Vorrei conoscervi per accompagnarvi personalmente a ripulire il nostro Monumento.
C’è chi già mi chiede di chiuderlo, di recintarlo e di metterci un cancello ma non possiamo rendere inaccessibili luoghi così importanti, non possiamo cedere a loro e non possiamo cedere a voi e alle vostre bravate. C’è chi mi chiederà di aumentare i controlli, ma possiamo mettere un vigile ad ogni angolo della città? Possiamo militarizzare le vie di Andria? Nemmeno se rinunciassimo alla manutenzione del verde, ai lavori di ripristino delle strade, ai progetti per migliorare la città, potremmo permettercelo. Né sarebbe giusto. Noi abbiamo bisogno di educarci, non di reprimerci.
Vi avranno detto almeno una volta che ogni spazio pubblico, ogni monumento, ogni angolo delle nostre Città appartiene a noi, alla nostra identità. E va protetto, rispettato, valorizzato. Vorrei conoscervi, come mi capita di fare spesso con tanti altri vostri coetanei.
Possiamo lavorare tutti assieme per avere una città più bella.
Possiamo camminare accanto a questi ragazzi, seguirli, intervenire se necessario, denunciare i loro errori, educarli all’amore per la cosa pubblica. Perché Pubblico significa nostro, non di chi amministra».