Era il 28 novembre del 2016, aveva solo 20 anni, e grazie alla finale conquistata nell’Atp Castel del Monte di Andria è entrato nella Top 500 mondiale. Quella finale sul gommato del “Palasport” di corso Germania la perse 2-1 per mano di un altro italiano, Luca Vanni, ma dimostrò di avere tutte le qualità per arrivare ad altissimi livelli. Due giorni prima della finalissima nella città federiciana riferì ad una testata giornalistica nazionale che quella vissuta ad Andria era stata “la settimana più bella della sua vita”.

A distanza di 5 anni Matteo Berrettini, non solo è arrivato ad altissimi livelli, ma ha riscritto la storia del tennis italiano: il primo tennista del Belpaese a conquistare la finalissima di Wimbledon, uno dei tornei più importanti al mondo assieme agli Austrialian Open e al Roland Garros.

Matteo, 25 anni originario di Roma, al momento è 9° nel ranking Atp, stabilmente tra i più forti tennisti al mondo. Sull’erba inglese sino ad ora non ha lasciato scampo ai suoi degni avversari e venerdì pomeriggio, battendo con un netto 3-1 il polacco Hurkacz, è riuscito a centrare la finalissima di Wimbledon, impresa mai riuscita anche ai più forti tennisti italiani di tutti tempi.

Berrettini entra di diritto nella storia del tennis italiano, una storia però ancora tutta da scrivere. Infatti domenica alle 15, sul campo centrale di Londra, ci sarà l’attesa finalissima contro il numero uno al mondo Novak Djokovic. “Nole” ha già vinto il Roland Garros ed è ovviamente il favorito, ma Berrettini vuole vivere questo sogno sino in fondo per centrare l’impresa impossibile.