«Un difetto di istruttoria che ha caratterizzato l’operato dell’amministrazione comunale». A sancirlo sono i giudici della sezione terza del TAR di Puglia che ieri si sono definitivamente espressi sulla vicenda regolamento dehors della Città di Andria. A circa due anni dall’approvazione di un nuovo regolamento da parte della gestione commissariale ed i diversi ricorsi proposti dalle attività commerciali di Corso Cavour e Piazza Imbriani, ecco la sentenza che ridisegna sostanzialmente quel documento annullando le parti di regolamento su cui si era proposto ricorso.

La vicenda è piuttosto complessa ma quella dell’approvazione del nuovo regolamento dei dehors ad Andria fu uno dei cavalli di battaglia del commissario straordinario, il dott. Tufariello, che tuttavia sollevò subito moltissime polemiche e soprattutto ricorsi. Ieri c’è stata, si spera, una parola fine per questa vicenda che si è spostata nelle aule di tribunale e che, sostanzialmente, non si è riusciti a risolvere per altra via visti anche i due rinvii concessi dai giudici per cercare di far dialogare le parti come si legge nel dispositivo. Al centro dei ricorsi due elementi essenziali: il primo è stato quello della legittimità del procedimento arrivato con decisione del Commissario Straordinario a distanza di pochi mesi dall’approvazione di un altro regolamento in quella occasione con pronunciamento del Consiglio Comunale. Il secondo, quello più tecnico, la possibilità di installare in ambito 3 (quello proprio di Corso Cavour e Piazza Imbriani) dei dehors chiusi al contrario di quanto approvato in quel regolamento.

I giudici hanno ribadito nel dispositivo come l’approvazione del nuovo regolamento comunale sui dehors non è stata preceduta da alcuna forma di consultazione o partecipazione o ascolto dei soggetti interessati e che questo sarebbe dovuto esser al centro, invece, del nuovo documento visto che bisognava comprendere anche la sussistenza in concreto del valore storico di queste vie o piazze. Chiuso questo capitolo, in particolare i commercianti, si augurano che la nuova amministrazione torni a discutere di questo argomento anche perché c’è da prepararsi al meglio ed in tutta sicurezza, per quella che si spera esser una ripresa importante dopo oltre un anno di pandemia. Avere regole certe e che non vengano impugnate sarebbe una ottima opportunità di crescita e sviluppo anche in un settore come quello della ristorazione in cui una città come Andria può davvero mostrare tutte le sue grandi eccellenze.