L’approvazione del Piano di Rientro dalla debitoria del Comune di Andria rimodulato dal consiglio comunale con voto quasi unanime deve segnare l’inizio del riscatto della città.
I lavori del Consiglio sono durati quasi tutta la giornata e, sebbene siano iniziati all’insegna della solita manfrina sulle responsabilità (la maggioranza di centrosinistra le attribuisce esclusivamente alle due amministrazioni Giorgino, le minoranze continuano a ribattere che buona parte di quel debito è stato accumulato nei primi anni 2000 con le amministrazioni Caldarone e Zaccaro) alla fine la soluzione è stata ampiamente condivisa e nessuno parla più di dichiarazioni di dissesto come destino ineluttabile del comune. Il nuovo piano spalma su 20 anni il rientro e non più su 15. L’elemento trasversalmente più divisivo del nuovo piano era l’elenco dei beni di proprietà comunale da alienare. La svolta arriva con l’intervento del capogruppo del pd Michele Di Lorenzo.
Vengono quindi tolti dall’elenco dei beni da vendere il circolo tennis, la struttura che accoglie attualmente l’ufficio tributi in via Bari e un’area in via Lotti, tutti destinati, in un primo momento, a costruzioni di palazzine. Una commissione individuerà altri beni da vendere purchè non si svenda nulla e soprattutto il valore sociale dei beni sia da considerarsi modesto. Ma non è con l’approvazione del piano di rientro che sono risolti i problemi della città. È il tempo per Andria di riscattarsi. Ci sono enormi sprechi da combattere per risanare il bilancio del Comune: lo fa notare il capogruppo del PD. Alla fine votano favorevolmente tutte le opposizioni tanto da meritarsi, anche loro, il benaugurante lavoretto preparato dall’Assessore alla Bellezza.
Il servizio di News24.City.


































