«Io amo la mia città, la nostra città. Come tantissimi di voi. Sono cresciuta ad Andria imparando a conoscerla, ne ho apprezzato i pregi e ho dovuto convivere con i suoi difetti.
Ho sempre scelto di rimanere qui, in questa bellissima terra; ho deciso di spendermi per essa come in tanti fanno, col desiderio di renderla migliore. Adesso eccomi qui, ad affrontare con voi uno dei momenti più difficili della storia amministrativa del nostro Comune. Il covid, la carenza di personale, la mancanza di risorse economiche, la demotivazione, lo scollamento sociale, sono soltanto alcuni dei problemi che affliggono Andria. Non possiamo accettare che a questi problemi strutturali si aggiunga anche la terribile inciviltà di chi vede Andria come una discarica a cielo aperto. La foto che vi mostro è stata scattata ieri in via Oberdan. Ci rendiamo conto dell’assurdo che si cela dietro questo gesto?». Scrive così, in una nota, il Sindaco di Andria Giovanna Bruno.
«Un materasso a due piazze abbandonato in pieno centro. Significa che almeno 2 cittadini andriesi l’hanno caricato sull’auto, hanno deciso che l’isola ecologica fosse troppo lontana per essere raggiunta in pochissimi minuti con una macchina e che dunque era preferibile scaricarlo in centro città, accanto ad una scuola. Fino a qualche anno fa questo fenomeno riguardava quasi esclusivamente periferie e campagna, con grande vergogna per noi tutti.
Recentemente, purtroppo, il fenomeno si è esteso addirittura a zone centrali, centro storico, aree a ridosso di chiese e scuole. Da 90 giorni circa stiamo procedendo con un attento monitoraggio e attività di rimozione dei rifiuti che ci vengono segnalati, oltre all’ordinarietà. Immagini come questa ci lasciano sconcertati, delusi e soprattutto arrabbiati.
Mi fa piacere che questa sensazione sia provata da tantissimi di voi che si dicono sgomenti, disarmati e anche disposti a collaborare pur di sistemare qualcosa. Le nuovissime mini isole ecologiche prese d’assalto da rifiuti di ogni tipo, zone del centro storico diventate depositi di rifiuti a cielo aperto, campagne rovinate da quantità enormi di buste d’immondizia, roghi di rifiuti pericolosi. Danni enormi che mettono in serio pericolo ognuno di noi, perché oltre al decoro, al problema economico, al rallentamento amministrativo, chi si macchia di questa indecenza minaccia la nostra salute. Non è più tollerabile. Andria non è un immondezzaio. Da ieri é in corso l’installazione delle prime fototrappole. Questo però non è sufficiente.
C’è da compiere una rivoluzione culturale, c’è da lavorare sulla testa delle persone, sul senso civico, sull’idea di comunità e di partecipazione attiva e responsabile alla vita della stessa. Ovviamente l’amarezza, sia pur tanta, non ci farà arretrare di un passo rispetto a tutte le energie che stiamo mettendo in campo per fare in modo che tutti si sentano di nuovo innamorati di questa Città. Aiutateci a limitare il brutto per dar spazio all’enorme bellezza di cui Andria dispone».