
«Permettetemi un piccolo ricordo personale di don Vito Ieva che ho conosciuto negli anni in cui era il mio vice Parroco a San Francesco e assistente della Fuci (universitari cattolici). Tanti ricordi, tanto sapere trasferito. Su tutte due frasi ricorrenti, essenziali, lapidarie, che ho stampate in testa perché dettemi negli ultimi anni nei quali la sua malattia, la stessa di mio padre, avevano reso ancora più forte il mio legame con lui». Scrive così, in una nota, il giornalista Vincenzo Rutigliano.



































