La fine di un incubo che durava dal dicembre del 2017. L’ex presidente del consiglio comunale di Andria, Laura Di Pilato, commenta così l’arresto dello stalker che l’ha perseguitata per quasi quattro anni mettendo sotto continua ed estenuante pressione psicologica lei e la sua famiglia. Si tratta di Emanuele Catino, imprenditore agricolo già noto alle cronache nazionali per il racconto di un fantomatico attentato contro il presidente della Camera, Gianfranco Fini che sarebbe dovuto accadere ad Andria. La responsabilità sarebbe stata attribuita al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Una «bufala» architettata dallo stesso imprenditore di Andria e portata in prima pagina dal giornale Libero. Un accanimento senza apparente giustificazione, racconta Laura Di Pilato, fatto di ingiurie, minacce, appostamenti a cui sono seguite numerose denunce agli organi di polizia giudiziaria. L’ultima, solo pochi giorni fa. La scorsa settimana la professionista andriese, che è anche candidata sindaco alle prossime elezioni comunali, aveva rinunciato ad un confronto con gli altri aspiranti alla carica di primo cittadino motivando il suo passo indietro proprio con la persecuzione che stava subendo, finalizzata secondo Laura Di Pilato ad ottenere il ritiro della sua candidatura. Non sono nelle condizioni fisiche e psicologiche per poter prendere parte al dibattito, aveva spiegato con un messaggio agli organizzatori.

Oggi il gip ha accolto la richiesta del Pm e ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il presunto stalker. Una vittoria che dedico a tutte le donne, ha commentato Laura Di Pilato. Non arretrate davanti alla paura e denunciate i vostri persecutori