Le tifoserie italiane chiedono che i tifosi siano rimessi al centro del sistema calcio. La richiesta è stata avanzata da Napoli nel corso di un incontro al Maschio Angioino alla presenza, tra gli altri, del viceministro dell’Interno, Vito Crimi, e del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

«Durante la pandemia i tifosi hanno avuto un comportamento esemplare, sono stati rispettosi delle prescrizioni imposte e continueranno a osservarle – ha detto Emilio Coppola, delegato delle 108 tifoserie promotrici – ma quando il calcio ripartirà in sicurezza e la curva epidemiologica sarà appiattita i tifosi chiedono due cose: che siano rimessi al centro anche perché le pay tv senza i tifosi in curva hanno perso il 25 per cento del loro appeal e davanti a questi dati impietosi le tifoserie chiedono poche regole e pochi cambiamenti e chiedono spazi all’interno delle curve dove si possa fare il tifoso liberamente, dove si possano lanciare cori senza il timore di essere multati, dove ci si possa scambiare di posto in sicurezza e si possano far rientrare gli strumenti di tifo come striscioni, tamburi, bandiere che fanno fede al tifo e al calore e che hanno contraddistinto il tifo italiano».

All’appuntamento hanno partecipato rappresentanze delle tifoserie di Napoli, di Bergamo, di Brescia, di Cava dei Tirreni, di Foggia, Cremona, Andria, Ravenna e di 32 tifoserie campane. Un focus anche sul tema della tessera del tifoso che le tifoserie chiedono che «come sancito nel protocollo di tre anni fa diventi un mero strumento di marketing e non più strumento discriminante tra tifoso buono e cattivo. Permettiamo alla gente – aggiunge Coppola – di andare in trasferta tranquillamente».

In un documento presentato alle istituzioni presenti, le tifoserie propongono l’istituzione di un tavolo di confronto tra amministrazioni comunali, Coni, Figc, e società per l’individuazione di ‘Standing Area’ nelle quali ”in sicurezza” si possa liberamente sostenere la squadra.