Più di 20 casi positivi registrati dall’inizio dell’epidemia fanno di Andria la città della Bat che più sta pagando il periodo di emergenza dovuto alla diffusione del coronavirus. Nelle ultime ore è salita la preoccupazione anche tra il personale della Sangalli, società che si occupa della gestione locale dei rifiuti, per la notizia di un dipendente trovato positivo al covid 19. Il timore diffuso anche tra gli esperti che si occupano di arginare l’epidemia è che possano nascere catene di contagi non semplici da controllare. Ad Andria almeno due aziende, oggi chiuse, sono state interessate da casi di coronavirus. E lo stesso ospedale “Bonomo”, con nove contagi tra il personale sanitario, è diventato nell’ultima settimana l’osservato speciale numero uno della Asl Bat, al punto da rendere necessaria l’istituzione di una task force da affiancare alla direzione sanitaria per tutelare l’operato dei dipendenti e coordinare il lavoro dei reparti in questa fase emergenziale.

Ma sotto pressione sono tutte le strutture sanitarie pugliesi, sia pubbliche che private. Nella Bat situazione sotto controllo all’ospedale di Barletta, dove la positività al covid 19 di un infermiere del pronto soccorso è rimasto un caso isolato mentre rimangono due i pazienti ortofrenici dell’Opera Don Uva di Bisceglie trovati positivi al coronavirus ed attualmente ricoverati al reparto Malattie Infettive dell’ospedale cittadino Vittorio Emanuele II. Il personale entrato in contatto con le due persone contagiate è ora in isolamento domiciliare.