I fermoimmagine delle due stazioni di Andria e Corato prima e dopo l’incidente, proiettati su due maxi schermi, nei quali si vedono i treni sui binari in attesa del via libera; la creazione di un treno ‘bis’ da Andria verso Barletta; l’arrivo di un soccorritore del 118 ad Andria, che chiede indicazioni sul luogo dell’incidente pochi minuti dopo lo scontro; e ancora il dettaglio dei 20 ‘pericolati’, ovvero incidenti sfiorati, verificatisi tra il 2003 e il 2015, alcuni dei quali hanno dato origine a procedimenti disciplinari a carico dei dipendenti ritenuti responsabili. Nell’udienza di ieri mattina per il processo sul disastro ferroviario avvenuto il 12 luglio 2016 sulla linea a binario unico di Ferrotramviaria tra Andria e Corato, con 23 morti e 51 feriti, ha tenuto banco la deposizione di un investigatore della squadra mobile di Bari il sostituto commissario John Battista. E’ stato lui ad occuparsi delle indagini in collaborazione con il Noif (il nucleo operativo incidenti ferroviari) e, durante l’udienza di ieri a Trani, ha ricostruito gli eventi che culminarono alle 11.06 nello scontro tra l’ET1021 (diretto da Andria a Corato) e l’ET 1016 (da Corato ad Andria).

Le sue indagini, secondo quanto lui stesso ha riferito in aula, si sono avvalse delle immagini recuperate dalle telecamere delle stazioni coinvolte (alcune proiettate in udienza), le sommarie informazioni delle persone informate dei fatti, nonchè dell’analisi pericolati. La sua testimonianza è ritenuta centrale dai pm Marcello Catalano e Alessandro Pesce che rappresentano l’accusa nel processo, tanto da aver richiesto più di 5 ore. Per il controesame dei legali di parte civile e degli imputati, il processo è stato aggiornato al 4 marzo, quando saranno sentiti anche due ingegneri consulenti della Procura di Trani, incaricati di ricostruire la dinamica dell’incidente.

Un’udienza, dunque, particolarmente impegnativa con una ricostruzione minuziosa delle diverse fasi d’indagine. Il Commissario Battista ha messo in evidenza anche i possibili errori nel protocollo commessi oltre alle formalità procedurali non rispettate da alcuni dipendenti di Ferrotramviaria in quella mattina. Lo stesso Commissario ha evidenziato come vi fosse un atto interno di uno dei dirigenti tecnici di ferrotramviaria, che all’indomani di uno degli incidenti sfiorati nel 2014, evidenziò la possibile inadeguatezza del sistema blocco telefonico. Infine, dei venti incidenti sfiorati, non vi sarebbe mai stata comunicazione a Regione Puglia ed USTIF. Ora si tornerà in aula il 4 marzo con il controesame delle difese e delle parti civili del Commissario della squadra mobile di Bari.