“Meglio non sapere, la vita senza memoria è un filo spezzato”: il dramma della Shoah commuove i ragazzi

Una delle pagine più cupe del novecento raccontata all’interno dell’Auditorium dell’Istituto “Cafaro”

La vita senza memoria è un filo spezzato ma anche forse un filo spinato.

E’ una delle pagine più cupe del novecento quella che hanno raccontato all’interno dell’Auditorium dell’Istituto Cafaro di Andria, l’Associazione Orchestra Saverio Mercadante in ricordo della Shoah su di una vicenda narrata nel libro della giornalista Titti Marrone con l’importante partecipazione, tra le voci dei protagonisti della storia, anche dell’attore Sebastiano Somma.

Una vicenda tra le più drammatiche possibili con protagonisti i più piccoli ed indifesi, tre bambini diretti ad Auschwitz. Un colpo al cuore in un racconto dal finale drammatico ma che ha anche un filo di speranza per il futuro come nelle intenzioni dei produttori.

Il servizio di News24.City.

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