Turismo lento e cammini storici, l’ex Centro Ricerche “Bonomo” diventerà un Ostello

La Provincia BAT ha intercettato un finanziamento da 3,3 milioni di euro

Nel 1978 la Fondazione “Ente per l’assistenza all’infanzia Lorenzo e Giacinta Bonomo” donarono un complesso ai piedi di Castel del Monte all’allora Provincia di Bari. Una superficie di oltre 21mila metri quadri che dopo molteplici peripezie potrebbe nuovamente vedere i cancelli d’ingresso aperti. Aperti per l’attivazione dell’Ostello “Fondazione Bonomo” grazie ad un cospicuo finanziamento intercettato dalla Provincia di Barletta Andria Trani grazie al progetto “The Rout_Net” immaginato dalla Regione Puglia nell’ambito di un programma più ampio di interventi sul turismo “Interreg Grecia-Italia”. Un progetto della durata di 36 mesi che avrà un monte complessivo di finanziamento da oltre 21milioni di euro di cui 11 a carico della Regione Puglia.

A quello che sarà l’Ostello Fondazione Bonomo saranno destinati 3milioni e 300mila euro dopo il progetto di riqualificazione immaginato già a gennaio scorso dalla Provincia BAT con l’allora Presidente Nicola Giorgino. Ripristino funzionale, lavori infrastrutturali, allestimento della struttura per l’ospitalità, la promozione e la valorizzazione del turismo cosiddetto lento e dei cammini storico-culturali. Una grande rete regionale che prevede la riqualificazione di numerose strutture sparse da Monte Sant’Angelo e dal Parco del Gargano, sino al Faro di Punta Palascia ad Otranto, con uno sguardo concreto verso la cooperazione transnazionale ed i piani di valorizzazione comuni con i partner greci. La Provincia BAT, nell’ultimo consiglio, ha dato il via libera all’inserimento dell’opera nel piano triennale delle opere pubbliche con la conseguente variazione di bilancio in entrata. Azioni propedeutiche all’avvio celere della progettazione esecutiva ed ai successivi bandi di gara per i lavori da eseguire. La speranza è che il progetto riesca nella complessa idea di fare in modo che quel luogo, ai piedi del maniero federiciano visitato ogni anno da oltre 300mila persone, possa esserci un ulteriore sviluppo dell’accoglienza turistica diversificando ulteriormente le azioni sul territorio. In quel luogo non ci sarà al momento più ricerca ma la speranza è che questo cospicuo finanziamento sia volano per una vita futura più autonoma e duratura di una struttura essenziale per la città di Andria.