Processo BariNord, Regione responsabile civile: «L’ente non rescisse il contratto»

Per il Tribunale di Trani: «Consentito il protrarsi della concessione a un soggetto rivelatosi inaffidabile»

La Regione Puglia sarebbe, secondo il Tribunale di Trani, responsabile di non aver mai “rescisso il contratto di servizio né effettuato segnalazione alcuna al Ministero dei Trasporti, consentendo il protrarsi della concessione a un soggetto rivelatosi inaffidabile, nonostante i pericolati” ovvero incidenti mancati verificatisi dal 2003 al 2015. E’ con questa motivazione che il collegio giudicante presieduto dalla dott.ssa Giulia Pavese, nell’udienza di ieri, ha deciso di ammettere tra i responsabili civili la Regione, nell’ambito del processo sulla tragedia ferroviaria del 12 luglio 2016 con lo scontro di due treni della Ferrotramviaria che provocò la morte di 23 persone ed il ferimento di altre 50. Secondo la motivazione del Tribunale, contenuta nell’ordinanza letta ieri, l’ente pubblico avrebbe omesso “colpevolmente l’adozione delle cautele e il controllo delle attività della concessionaria”, in questo caso Ferrotramviaria che è già citata assieme al Ministero in qualità di responsabile civile.

La richiesta di citazione della Regione quale responsabile civile era stata rigettata dal Gup Angela Schiralli in fase di udienza preliminare, rilevando come la posizione di parte civile della Regione Puglia fosse inconciliabile con quella di responsabile civile, non potendo ovviamente nello stesso processo assumere la qualità di attore e convenuto. Il Tribunale collegiale, con l’ordinanza di ieri, ha invece sostenuto che “la legittimazione all’azione civile nel processo penale nei confronti dell’imputato spetta a chiunque il reato abbia recato danno e considerato che da un identico fatto-reato può discendere la lesione di una pluralità di posizioni giuridicamente rilevanti, deve necessariamente ritenersi che il doppio ruolo di parte civile e responsabile civile possa coesistere in capo a un medesimo soggetto e con medesimo fatto-reato”.

Durante la terza udienza del processo, sono state ammesse anche le costituzioni di parte civile di altri parenti delle vittime, di due dipendenti di Ferrotramviaria nonchè delle associazioni Codacons, Confcomsumatori, Ubf e Gepa. Ammesse inoltre le costituzioni di parte civile per alcuni parenti delle vittime, dei Comuni di Corato e Andria e delle associazioni nei confronti di Ferrotramviaria spa, istanza anche questa rigettata dal Gup durante l’udienza preliminare. Rigettata invece oggi dal Tribunale la richiesta di citare anche l’Ustif quale responsabile civile; mentre è stata considerata fuori termine la richiesta dell’Adoc, presentata solo oggi, di costituirsi parte civile. Il processo è stato aggiornato al 6 giugno prossimo.