E’ stato pubblicato il bando con la traccia per la stesura dell’elaborato che porterà alcuni studenti in viaggio verso Bruxelles, in visita al Parlamento Europeo. L’iniziativa è targata, naturalmente, Prossima Destinazione Europa.

L’elaborato andrà inviato entro le 17:00 del 12 Gennaio 2018 all’indirizzo mail [email protected] La mail, oltre all’elaborato in formato PDF, dovrà contenere l’Allegato T e un documento d’identità in corso di validità. Al momento la partecipazione è riservata ai soli studenti del Liceo Scientifico “Nuzzi”, ma non escludiamo la possibilità di ampliare la partecipazione al Carlo Troya, così come lo scorso anno. Gli autori degli elaborati migliori visiteranno Bruxelles e il Parlamento Europeo. Date e ulteriori dettagli saranno comunicati in corso d’opera.

Ecco l’argomento dell’elaborato:

La nascita della Costituzione repubblicana: il laborioso cammino dalla dittatura ad una partecipazione politica compiuta nell’Italia democratica. Partendo dal celebre trattato del giornalista Idro Montanelli “Dall’assemblea costituente alla vigilia delle elezioni del 1948”, elabora le tue idee e opinioni sull’argomento.

‘‘Questa Costituzione porta male gli anni da quando aveva un giorno, perché fu subito chiaro quali erano i suoi difetti. Del resto furono anche denunciati da uomini come, per esempio, Calamandrei, come Mario Paggi. I difetti furono soprattutto due. Il primo difetto fu di ripartizione dei lavori. La Costituente era formata da 600 membri eletti di passaggio. Voglio [far] notare che quella fu la prima elezione che si tenne in Italia – per la Costituente, non per il Parlamento – ma dove ci fu lo spiegamento dei partiti. Ogni partito portò i suoi candidati, cioè dei giuristi che facevano capo alla propria ideologia. Bene, in quella prima elezione il 35% dei voti andò ai democristiani, il 21% andò ai socialisti di Nenni, il 19% ai comunisti. Quindi in quel momento… non c’era ancora il Fronte ma in quel momento i socialisti facevano premio sui comunisti. Erano di poco, ma un po’ più forti dei comunisti. […] Questi 600 costituenti non potevano lavorare tutti insieme, era impossibile mandare avanti 600 persone a dibattere all’infinto le stesse cose, e allora i lavori furono devoluti a una commissione che si chiamò la Commissione dei Settantacinque, perché erano 75 membri della Costituente che venivano incaricati per le loro competenze specifiche di redigere il testo. Ma anche 75 erano troppi, e allora anche i 75 si frazionarono in sotto-commissioni, ognuna delle quali lavorò per conto suo. Non ci fu un piano di insieme. [«Quindi non fu un vero lavoro collettivo»] Non fu un vero lavoro collettivo. Calamandrei lo disse subito: «Noi stiamo montando una macchina, che magari pezzo per pezzo sarà anche ben fatta, ma le cui giunture non coincidono con le giunture di altri pezzi». […] Fu lasciata così perché nessuno volle rinunziare al proprio elaborato, e questo è tipico degli italiani. (da Dall’assemblea costituente alla vigilia delle elezioni del 1948).

Il secondo motivo che rese questa Costituzione veramente impalatabile e nociva per il regime che ne doveva nascere, fu che i nostri costituenti partirono dal punto di vista opposto a quello da cui sarebbero partiti i costituenti tedeschi quando la Germania fulibera di elaborare una sua Costituzione. Da che cosa partirono i costituenti tedeschi? Da questo ragionamento: il nazismo fu il frutto della Repubblica di Weimar. Cos’era la Repubblica di Weimar? Era l’impotenza del potere esecutivo, cioè del Governo. […] La Germania rimase nel disordine, nel caos, nella Babele dei partiti che non riuscivano a trovare mai delle maggioranze stabili, quindi dei governi efficaci. Ecco perché Hitler vinse, perché il nazismo vinse. I costituenti nostri partirono dal presupposto contrario, cioè dissero: «Cos’era il fascismo? Il fascismo era il premio dato a un potere esecutivo che governava senza i partiti, senza controlli eccetera. Quindi noi dobbiamo esautorare completamente il potere esecutivo, [negando] la possibilità di dare ai governi una stabilità, eccetera». Per rifare che cosa? Weimar. Cioè, mentre i tedeschi partivano dalla negazione di Weimar, noi arrivavamo [a Weimar] senza dirlo. Nessuno lo disse, ma questo fu il risultato. […] Non fu possibile nemmeno introdurre quella solita linea di sbarramento che invece fu introdotta in Germania, per cui i partiti che non raggiungevano non ricordo se il 5 o il 3%, non avevano diritto a una rappresentanza. No, tutti i partiti dovevano esserci e tutti avevano un potere di ricatto sulle maggioranze, che erano per forza di cose di coalizioni. (da Dall’assemblea costituente alla vigilia delle elezioni del 1948).
Gli italiani non imparano niente dalla Storia, anche perché non la sanno. [«Forse non amano la Storia»] Non la amano, non la leggono, non se ne interessano, ma questo anche le classi dirigenti: sono uguali, intendiamoci. [«Lei auspica che venga rifatta questa Costituzione»] Sì, ma che venga rifatta secondo criteri logici, non [secondo] criteri illogici. Tutte le volte che si diceva «Ma qui bisogna restituire un po’ di autorità al potere esecutivo, bisogna mettere i governi in condizione di governare» si diceva:
«Fascista! Fascista!». Con questo ricatto qui abbiamo fatto le più grosse scempiaggini che si potesse immaginare.’’

Dallo staff di valutazione degli elaborati fanno sapere che sarà possibile utilizzare altre fonti per questo lavoro di scrittura.