Il tribunale di Trani ha condannato il 58enne andriese Sebastiano Zinfollino a cinque anni di reclsuione ed interdizione perpetua da pubblici uffici in quanto ritenuto colpevole dei reati di concussione, peculato, truffa e furto aggravato. Zinfollino in quanto responsabile regionale di zona degli impianti irrigui del nord barese, nel 2009 fu coinvolto nell’inchiesta del pm Antonio Savasta, denominata “Acqua Salata” sull’illecita distribuzione di acqua nelle campagne.
Zinfollino non è stato il solo ad essere condannato dal Tribunale tranese, 1 anno di reclusione e a 300 euro di multa, col beneficio della sospensione, è la pena prevista per Paolo Tursilli, 67 anni, barese, dirigente regionale del settore demanio, per l’accusa di truffa aggravata in cui, pure nel suo caso, è stata assorbita la contestazione di abuso d’ufficio. Stessa pena per 64enne andriese Giuseppe Sgaramella, dipendente del servizio irriguo della Regione, ritenuto colpevole di truffa aggravata e che grazie alla copertura di Zinfollino, avrebbe intascato lo stipendio senza andare a lavorare. Un anno e 4 mesi di reclusione (col beneficio della sospensione) per Giacinto Zinfollino, 37 anni di Andria, ritenuto responsabile di concorso in peculato, che con la Regione ebbe un contratto di lavoro a tempo determinato.
Riconosciuto il diritto al risarcimento per la Regione Puglia costituitasi parte civile
Secondo quanto emerso il sistema messo in piedi da Zinfollino si basava sulla minaccia silenziosa di creare disagi al lavoro degli agricoltori nei loro terreni qualora non avessero rispettato le regole.






































