Dopo il disastro ferroviario sulla tratta Andria-Corato anche il noto giornalista andriese Francesco Giorgino, tramite il profilo Facebook, ha espresso il proprio stato d’animo e la propria solidarietà alle vittime.

«Mi sono svegliato con un nodo in gola. Il mio lavoro è fatto di notizie che, in gran parte, affondano la loro legittimazione sociale nella ricostruzione di una realtà che viene portata all’attenzione del pubblico di massa proprio perché interrompe la linea retta della quotidianità, la normalità. L’interruzione di ieri è tragica, ingiusta, violenta, stordente. Ho condotto il tg ieri, trattenendo il pianto. Ho preso quel treno decine di volte quando alla fine degli anni ottanta ero uno studente di Giurisprudenza. Mi sono immedesimato nei tanti ragazzi che fanno i pendolari in cerca di un punto fermo della loro vita, per assolvere ad un impegno preso con la vita: studio, lavoro. Tutto finito. Un istante e tutto svanisce come in un gioco di prestigio dell’orrore. Fra le vittime c’è anche un funzionario di polizia che ha fatto pratica in passato nello studio legale di papà. Unica consolazione vedere la dignità e la forza con cui la comunità andriese e non solo sta reagendo a questa tragedia immane, prendere atto della tenacia dei tanti volontari intervenuti sul luogo della sciagura, dei tantissimi cittadini in fila per donare il sangue, degli abbracci scambiati fra le strade della mia città natale e di Corato. Sono ore tremende per me. Il mio pensiero va anche a mio fratello Nicola, sindaco di Andria, che da quasi 24 ore sta combattendo con il dolore per adempiere al meglio al suo dovere istituzionale con dentro il cuore emozione, rabbia, sgomento. Il mio viso continua ad essere rigato dalle lacrime. Il mio sguardo continua ad essere spento. La vita deve andare avanti, si dice. È vero, ma questa tragedia lascerà un segno indelebile nel giornalista, nell’uomo e sopratutto nell’andriese».