
Sono stati diffusi a Bari da Fabio Modesti e Cesareo Troia, rispettivamente direttore e vicepresidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, i dati su gli ettari colpiti dagli incendi nel periodo tra il 7 luglio e il 5 ottobre 2017: «Le aree percorse dal fuoco nel Parco, in Puglia, sono state pari a 270 ettari, su un totale di 68mila, tra aree boscate, pascoli, e sterpaglie». Inoltre si è parlato del servizio di monitoraggio satellitare sperimentato dal Parco con l’obiettivo incrementare le capacità di indagine e ridurre i tempi di analisi, anche di 16 mesi, attivando un servizio di perimetrazione delle aree incendiate. Nel periodo luglio-ottobre 2017, dunque, gli incendi censiti sono stati 16 di cui tre, due ad agosto e uno a settembre, hanno presentato una estensione di circa 50 ettari. Il comune con maggiore area percorsa dal fuoco è stato Aandria con 70 ettari, seguito da Corato e Minervino Murge. Le tipologie di specie piu’ colpite sono state le aree a pascolo e i seminativi, rispettivamente per 132 e 44 ettari. Le aree boschive interessate da incendi sono state circa 35 ettari e di queste poco meno di un ettaro ha presentato un elevato grado di severita’ di danno alla vegetazione.
Quanto alla natura degli incendi, Modesti ha spiegato che possono esserci «circa 300 cause che vanno dalla raccolta degli asparagi al piromane, ma di sicuro da noi non scoppiano incendi per cause naturali poiché non siamo né in Australia né nel deserto degli Stati Uniti». Troia ha sottolineato che i risultati positivi relativi al numero degli incendi sono dovuti anche «agli incontri con gli agricoltori, “guardiani del territorio”, alle torrette di avvistamento, alle telecamere nel Parco». Mentre il monitoraggio satellitare «permette di capire quali sono i territori che vengono bruciati, studiare la frequenza, la rinaturalizzazione dell’area, cosa succede dal punto di vista della antropizzazione dopo l’incendio, e capire quali sono le aree più fragili che devono essere tutelate».

































