Buone notizie per le piscine italiane. Una vera e propria boccata d’ossigeno ha spiegato il presidente della Federazione Italiana Nuoto Paolo Barelli quella inserita nella Legge di Bilancio dello Stato e che prevede uno stanziamento complessivo di 150 milioni di euro destinati all’efficientamento energetico degli impianti natatori e delle strutture dedicate agli sport del ghiaccio. Uno dei temi che maggiormente hanno animato il dibattito pubblico anche sui territori quello del caro energia e che ha portato spesso a chiudere e non riuscire a riaprire le strutture pubbliche natatorie come avvenuto in diverse città pugliesi.
Le risorse saranno distribuite in un triennio con 50 milioni all’anno e potranno finanziare interventi di riqualificazione energetica oltre a l’installazione di fonti rinnovabili come impianti fotovoltaici e termici. Per accedere ai contributi sarà necessario conseguire una riduzione di almeno il 30% del fabbisogno di energia primaria dell’edificio. Gli impianti natatori sono inevitabilmente tra le strutture sportive più energivore ed i rincari ormai da anni hanno messo in ginocchio società, gestori e comuni. Secondo i dati riportati dalla FIN, per una piscina di medie dimensioni la spesa energetica annua è passata dai 48.300 euro del 2019 agli attuali 73.500 euro.
Un tema di strettissima attualità in città come Molfetta o Andria, in quest’ultima città è stata da poco definita la gestione privata della struttura di via delle Querce per i prossimi 20 anni ed a breve dovrebbero partire i lavori di riqualificazione dell’impianto stimati in circa 900mila euro. Tra le opere dovranno inevitabilmente trovare spazio proprio le attività di efficientamento energetico vero tallone d’achille di questo tipo di strutture.



































