Agricoltori e autotrasportatori non più soli. A testimoniarlo le saracinesche giù di pizzerie, bar, negozi d’abbigliamento, alimentari, per l’intera durata e oltre della mobilitazione cittadina di Andria.. È questo uno degli elementi che più hanno colpito della manifestazione andriese: al fianco delle categorie di lavoratori che ormai da settimane manifestano in tutto il Sud Italia si sono schierati anche studenti, commercianti e persone di ogni fascia d’età. La protesta nata per denunciare le gravi problematiche che attanagliano il settore primario e terziario nazionale (caro carburante, importazione di prodotti esteri a svantaggio della materia prima locale..) si è allargata a tante altre porzioni del tessuto sociale. Sintomo di un disagio ormai diffuso in tutta la cittadinanza.

Mentre il corteo proseguiva il proprio percorso tra le vie del centro di Andria fino a giungere in Piazza Catuma, trattori e mezzi pesanti non hanno camminato più soli. E se il rumore della manifestazione è stato forte, il silenzio di tante attività chiuse lo è stato ancor di più. La protesta è generalizzata: il costo della vita diventa giorno dopo giorno più insostenibile e non solo per agricoltori e autotrasportatori.

In queste ore si registrano in ogni caso alcuni segnali di distensione: i blocchi stradali in Campania e Sicilia sono stati momentaneamente rimossi permettendo alle merci di tornare a viaggiare, mentre oggi il Consiglio dei Ministri si riunisce per varare un nuovo decreto legge da 560 milioni di euro con misure a sostegno degli autotrasportatori e degli agricoltori.