Dopo il TAR, anche il Consiglio di Stato ha rigettato i ricorsi che mettevano in dubbio l’elezione di Giovanni Vurchio a consigliere regionale del Partito Democratico. In particolare veniva contestata la ripartizione dei seggi tra i collegi provinciali. Nel Pd Sergio Blasi, primo dei non eletti a Lecce con 13mila voti, chiedeva di fatto il posto attribuito al collega di partito Giovanni Vurchio, terzo classificato nella Bat con 3.500 preferenze. Di diverso tenore il ricorso di Lucia Parchitelli, 23milla voti ma soltanto quarta a Bari in quota Pd. I suoi legali chiedevano l’attribuzione alla maggioranza di centrosinistra di 32 eletti invece dei 29 previsti dalla legge elettorale, oggetto anche dei ricorsi presentati dai dirigenti di Alleanza Verdi Sinistra e da Stea e Leoci di Avanti Popolari, rimasti fuori per non aver superato la soglia di sbarramento: quel quattro per cento che verrebbe raggiunto se la percentuale fosse calcolata sui voti totali delle liste e non su quelli dei candidati governatori.

La dichiarazione di Vurchio: «Si chiude così anche quest’ultimo capitolo di una vicenda che ha richiesto tempo e attenzione. Da oggi si lavora con una certezza in più: quella di poter guardare avanti, con serenità e determinazione, concentrando ogni energia sul mandato ricevuto e sulle responsabilità che ne derivano».