E’ iniziata la corsa contro il tempo per chiarire il futuro del liceo “Carlo Troya” di Andria dopo la chiusura temporanea disposta dalla Provincia BAT, all’esito della relazione dell’Agenzia del Demanio e delle gravi criticità strutturali emerse dopo un controllo effettuato da un pool di progettisti nello storico edificio andriese. Questa mattina a mezzogiorno si è tenuto un primo sopralluogo nella struttura alla presenza dei tecnici della Provincia e del comune. Presente anche la dirigente scolastica Dora Guarino. Dal confronto, cominciato già nelle scorse ore con un altro incontro tenuto a palazzo di città, è emersa la necessità di verificare diversi passaggi della relazione dell’Agenzia del Demanio a seguito dei rilievi eseguiti nei mesi scorsi che hanno portato ad esiti sconcertanti: dall’utilizzo di materiali di costruzione scadenti, passando per la vulnerabilità sismica pari a zero, sino all’affermazione che quella struttura non doveva essere ritenuta collaudabile al termine della costruzione nel 1971. L’ordinanza di chiusura della Provincia BAT è valida sino al 13 settembre, ovvero fino alla vigilia della ripresa delle lezioni. A meno di tre settimane dal ritorno in aula la comunità scolastica sta vivendo momenti di apprensione e smarrimento. Sono circa 900 nel complesso gli iscritti ai tre indirizzi del liceo (Classico, Linguistico e Scienze Umane), oltre a centinaia tra docenti e personale scolastico. I nuovi sopralluoghi annunciati serviranno a chiarire il futuro della struttura, mentre allo stesso tempo la Provincia valuta altri spazi che possano accogliere gli studenti del “Troya”. Tra le ipotesi c’è da verificare quella della struttura di via Vecchia Barletta che ad oggi ospita la sezione andriese dell’IPSIA “Archimede”. Una situazione delicata e che richiede rigore assoluto nei nuovi controlli, anche alla luce di un altro passaggio importante del documento, e cioè dei possibili “collassi fragili”, ovvero crolli improvvisi e senza alcun segnale antecedente.





































