Tanto è stato fatto dall’amministrazione di Giovanna Bruno, in questi cinque anni e mezzo, ma ancora tanto c’è da fare. E’ il pensiero convinto di Raffaele Losappio, candidato al consiglio comunale di Andria con il Partito Democratico, a sostegno della sindaca uscente. Nell’intervista che segue, Losappio rilancia i progetti già in essere e che devono essere portati a termine, soffermandosi su mobilità sostenibile, attenzione al sociale, ai giovani, al verde e alle opportunità derivanti dai PINQUA. Così il candidato chiede fiducia ai cittadini chiamati alle urne il 24 e 25 maggio.

Lei è consigliere uscente di questa amministrazione. Cosa vorrebbe portare ancora alla città di Andria dai banchi del consiglio comunale?

«Sicuramente a differenza di 5 anni e mezzo fa c’è una maggiore consapevolezza, non soltanto della funzione istituzionale e quindi del contesto in cui si va ad operare, ma anche di quelle che sono le concrete possibilità di un consigliere comunale all’interno di una forza di maggioranza. Io ritengo che in questi anni abbiamo fatto un lavoro di riparazione importante. Adesso è il momento di costruire, continuando sulla visione data nel primo mandato, ma proiettando la città verso i prossimi 10-15 anni. Io dico sempre che dare fiducia a questa amministrazione, in questa tornata elettorale, significa investire nel futuro e non tornare indietro».

Quali sono i progetti già portati a termine di cui va fiero? E quali ancora da portare a termine?

«Penso alla mobilità sostenibile, le tante piste ciclabili che hanno cambiato e cambieranno – perché ne partiranno altre – il volto della città. Miglioreranno il collegamento dei quartieri, creando una viabilità completamente differente. Penso poi all’attenzione nei confronti dei bambini e dei soggetti più fragili che per molti anni sono stati dimenticati. Abbiamo messo in campo progetti di carattere culturale come la “Città Bambina”, ma i Servizi Sociali in questi anni hanno lavorato moltissimo. Abbiamo dato nuovo impulso a quelle strutture di prossimità che aiutano le persone più fragili (in passato addirittura costrette a chiudere perché non ricevevano i giusti sovvenzionamenti). Io personalmente sono molto orgoglioso di essere stato promotore del protocollo PIM, il “pronto intervento minori”, sottoscritto dal comune di Andria con la Procura presso il Tribunale dei minorenni di Bari che va a tutelare – con un lavoro sinergico tra settore dei Servizi Sociali e Polizia Locale – tutte quelle casistiche che presentano delle problematiche per minori e che non rientrano nella sfera di tutela penale o civilistica. Andria è stata una delle città capofila in questo tipo di iniziative».

C’è stata la stessa attenzione per i giovani andriesi?

«Bisogna fare molto di più per i nostri giovani. Abbiamo messo il seme per creare le condizioni perché possano restare ad Andria, viverla e soprattutto investire nella formazione e nel lavoro all’interno della città. Certo, le esperienze fuori per studio e lavoro sono importanti. Ma dobbiamo dare loro la possibilità anche di tornare, qualora lo volessero, e fare impresa, lavorare e mettere su famiglia. Anche la sicurezza gioca un ruolo importante e servirà l’aiuto del Governo centrale che la possibilità di intervenire in tal senso, a differenza dei comuni».

A che punto siamo con turismo e cultura?

«Sul turismo ci sarebbe tantissimo da fare. Siamo stati un po’ carenti secondo me. Soprattutto sulla “vendita” del brand Andria e con tutto ciò che ne consegue. Anche il Festival del Castel dei Mondi merita un’implementazione sul piano della proposta, anche “snicchiarsi” un po’. Certo non deve diventare un festival popolare perché andremmo a snaturale quella che è la logica del festival e la caratteristica del Castel dei Mondi, ma quantomeno avvicinarsi un po’ di più alla popolazione per essere colto un po’ da tutti. E poi c’è anche il Festival della Legalità che deve essere necessariamente implementato perché anche quello è diventato un brand per la nostra città».

In questo momento storico ad Andria si parla tanto di progetti PINQUA, ovvero i progetti di rigenerazione urbana. Nuovi palazzi, aree verdi.. E’ stato fatto un buon lavoro secondo lei?

«Abbiamo ricevuto tante critiche, troppe. Hanno detto che “abbiamo fatto i palazzi”. In realtà noi abbiamo creato dei parchi urbani ovunque. Corso Cavour diventerà un salotto della città. La foresta urbana a largo Caneva, il parco di Largo Appiani che era una colata di cemento e adesso sarà un parco urbano bellissimo. La sistemazione della villa comunale che diventerà un fiore all’occhiello. La nuova area sgambamento cani, che era disastrata. Tornando ai PINQUA, sono stati costruiti tre palazzi. Ma sono edifici che ospiteranno alloggi pubblici, e noi in questa città abbiamo una grande emergenza abitativa. Speriamo che presto partano anche i lavori all’ex carcere mandamentale, destinato ad essere una struttura di co-housing sociale per gli anziani. Con tutte queste iniziative la nostra città guarda al futuro».