Di tutto, di più nel “film” di Andrea Orlandi in maglia Fidelis. Uomo da tredici gol e tre assist nello scorso girone E di Serie D con la maglia dell’Aquila Montevarchi. È arrivato ad Andria con credenziali molto importanti. Titolare spessissimo con Giuseppe Scaringella, ma anche una sola rete realizzata nella sua gestione, quella messa a segno alla prima giornata di questo campionato nel successo per 2-0 al “Degli Ulivi” contro il Ferrandina. Poi le difficoltà incontrate dall’attaccante classe 2002 a trovare tanto spazio con Pasquale Catalano. Domenica, nello spezzone finale giocato contro il Fasano, ha avuto la possibilità di tornare ad inserire nome e cognome nel tabellino dei marcatori. Si è procurato il rigore, si è preso la responsabilità di calciare dagli undici metri. Ha sbagliato la prima trasformazione. Si è ripreso la responsabilità di tornare sul dischetto, dopo la decisione dell’arbitro di far ripetere il rigore. E, al secondo tentativo, ha fatto gol.

Secondo gol in biancazzurro per lui. Pesantissimo. Quello che ha rotto l’incantesimo nel derby contro il Fasano, poi vinto 2-0 dalla Fidelis.

Vittoria e, soprattutto, +6 sulla zona playout. La Fidelis può “respirare”. Non rilassarsi, però. Servono altri punti per non correre rischi nel finale di campionato.

Domenica Andria a Nardò: fischio d’inizio posticipato alle ore 15, diretta su Telesveva dallo stadio “Giovanni Paolo II”. Out nella Fidelis per vari motivi Fangwa, Amoabeng, Rovere e Sapri. Catalano recupera per l’occasione tre pedine fondamentali come Giorgione, Cipolletta e Tsioungaris, tutti assenti per squalifica col Fasano. E poi potrà contare finalmente su un Orlandi tornato ad essere decisivo.

Il servizio.