Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Sinistra Italiana (da parte della segreterai pugliese e dal circolo cittadino di Andria):

«Nelle campagne di Andria questa mattina è deceduto un lavoratore agricolo di 49 anni. L’ennesima tragedia consumata sui campi agricoli di questa nostra terra. Esprimiamo il nostro profondo cordoglio alla famiglia della vittima che in queste ore sarà certamente tormentata da una tragica domanda: perché? Perché il lavoro uccide? Perché pagare con la vita la necessità di assicurare a sé e alla propria famiglia il necessario per vivere? Perché il nostro marito, padre, fratello, figlio oggi non è rientrato in famiglia dal lavoro e ci ha lasciati per sempre?

Una vicenda che, collettivamente, fa tragicamente sorgere ulteriori interrogativi perché una morte sul lavoro non è mai un incidente. Sono mesi di grande rischio per coloro che sono costretti a lavorare all’aperto in questo periodo di intenso calore atmosferico e l’ordinanza regionale che vieta il lavoro all’aperto nelle ore più calde della giornata non basta a garantire sicurezza ai lavoratori agricoli.
E’ necessario intervenire strutturalmente sul lavoro agricolo, prevedere non solo sistemi di controllo itinerante del rispetto delle regole di sicurezza, con la partecipazione dei lavoratori stessi, ma anche e soprattutto formazione, articolazione dell’orario di lavoro che preveda maggiori pause di lavoro e distribuzione di beni di ristoro per il recupero delle energie psicofisiche, dotazioni mediche disponibili sui campi che possano consentire un pronto ed immediato intervento salva-vita e, infine, un trattamento economico e normativo dei braccianti agricoli che retribuisca meglio un lavoro duro e faticoso in un settore, quello primario, fondamentale per l’economia del nostro Paese.
Di tutto ciò si faccia carico la politica cui è affidato il compito di prevedere regole che sottomettano l’economia alla dignità e alla integrità psicofisica delle lavoratrici e dei lavoratori».