Quel rito religioso antico, ripreso ormai da 57 anni alle pendici del Castello, e che continua a caratterizzare il termine dell’estate andriese nella Parrocchia di San Luigi. Il culto di Santa Maria del Monte sabato sera con centinaia di fedeli radunati attorno alla statua della Madonna prevede ancora tanti gesti simbolici di grande efficacia: l’icona della Madonna del Monte è portata, per esempio, ancora a spalla con i giovani e meno giovani devoti ad alternarsi nel lungo percorso che porta l’effigie alternativamente nei viali residenziali attorno al maniero federiciano. In questa annata, la prima con il neo Parrocco Don Riccardo Agresti, scenario della processione che ha seguito la celebrazione religiosa officiata dal Vescovo Mons. Luigi Mansi, è stato il viale cosiddetto del Cedro. Fiaccole, preghiere e l’immancabile banda, per i tanti fedeli giunti anche dalle comunità limitrofe.

La “giovane” Parrocchia di San Luigi, lo ricordiamo, iniziò la sua attività proprio nel 1962 con Don Sabino Matera, primo assistente spirituale dell’Opera Bonomo nonché primo parroco dopo che il 1 gennaio dello stesso anno, l’allora Vescovo di Andria, Mons. Francesco Brustia, istituì una parrocchia proprio nella piccola cappella in muratura interamente costruita in pietra all’interno del convitto costruito dalla famiglia Bonomo. Nel 1966, poi, al suo posto Don Vincenzo Labriola e nel 1969, la piccola comunità, pose le prime basi per la costruzione di una Chiesa più grande che potesse accogliere i tanti fedeli che si avvicinavano al culto della Madonna del Monte. La chiesa alle pendici del maniero federiciano, tuttavia, ha ripreso e proseguito un culto che si tramandava da moltissime generazioni visto il ritrovamento di una icona, conservata nella Cattedrale di Andria, della Madonna del Monte. Attorno all’anno 1000 d.c., infatti, in quella zona vi era una abbazia benedettina. Un culto dal significato importante e che, vista la grande partecipazione, ha stupito anche il neo Parrocco Don Riccardo Agresti.