A dicembre del 2014 l’aggiudicazione definitiva dei lavori del 2° stralcio del Piano di Recupero del quartiere di San Valentino ma ad ora, dopo cioè quasi due anni e mezzo, di quei lavori c’è veramente poca traccia. Da luglio 2016 nessun operaio al lavoro e nessuna nuova opera compiuta. Il PRU di San Valentino, infatti, è da molti anni un’opera incompiuta o comunque compiuta a metà. Proprio il Piano di Recupero del quartiere periferico della Città di Andria, è tornato agli onori delle cronache proprio durante l’ultimo consiglio comunale quando il Primo Cittadino di Andria, Nicola Giorgino, ha sciorinato i numeri dei debiti fuori bilancio e dei maggiori oneri destinati agli espropri per quell’opera. Ma nonostante i diversi milioni di euro già investiti, sia per completare il 1° stralcio che parte del 2°, in questo Quartiere mancano i progetti realizzati e manca soprattutto la quotidiana manutenzione.

Nel 2° stralcio, per esempio, sarebbero dovuti esser risistemati percorsi viari e pedonali esistenti oltre alla costruzione di nuovi percorsi viari e pedonali ed il verde pubblico, la realizzazione di rete di fognatura pluviale e l’ammodernamento e potenziamento della rete pubblica illuminazione. Cose parzialmente realizzate che, tuttavia, sono già in netto deperimento e sostanzialmente per larghi tratti da realizzare nuovamente. Un progetto da 4milioni e 400mila euro che ha subito una lunghissima trafila burocratica tra ricorsi e contro ricorsi e sentenze dei vari organismi deputati ed aggiudicato, infine, con un ribasso d’asta del 32%.

Una lunga premessa per raccontare, ad ora e cioè al mese di aprile 2017, lo stato dei luoghi grazie all’aiuto anche dei residenti che vivono in uno stato quasi di rassegnazione per una situazione che dopo oltre dieci anni non accenna a migliorare anzi peggiora giorno dopo giorno se non grazie a pochi ed isolati interventi. Nel quartiere, infatti, opera con entusiasmo la Parrocchia di San Riccardo oltre all’istituto comprensivo “Imbriani-Salvemini”, ma opera anche un’associazione sportiva come la San Valentino Volley che ha in gestione il tensostatico presente, e Legambiente con il suo orto urbano unica vera area verde del Quartiere. Per il resto degrado e condizioni disastrose.

Come ci spiegano i residenti «a giugno, per esempio – ci sarà la festa parrocchiale e non so se riusciremo a fare la processione per le vie del quartiere visto le condizione del manto stradale. Lo scorso anno abbiamo dovuto seguire un percorso obbligato – ci dice Gianluca – per colpa delle troppe strade dissestate e per via di un nuovo avvio dei lavori nuovamente interrotti a luglio 2016 e non più ripresi». La speranza per i residenti, infatti, passava proprio da quella riqualificazione per ricucire fino in fondo questo Quartiere alla città: «Vedere finalmente dei lavori di riqualificazione nel quartiere era un evento eccezionale – dice ancora Gianluca – ma se non vengono completati è un disastro e bisogna ricominciare sempre di nuovo». Ma i problemi non derivano solo dal Piano di Recupero ma anche dalla manutenzione ordinaria e dalla quotidianità delle azioni: «L’altro problema più grosso sono i rifiuti – dice Gianluca – quasi ogni giorno si sente nell’aria puzza di bruciato, di plastica bruciata dovuta sicuramente a degli “ignoranti” che nelle campagne circostanti bruciano i rifiuti che magari non riescono a smaltire. Il quartiere è abbandonato a se stesso, se non fosse per il gran lavoro della parrocchia e delle scuole».

La galleria fotografica dal quartiere, purtroppo, non mente sulle condizioni attuali di degrado ed incuria.