«Siamo scesi in pigiama con fessure e calcinacci in camera». E’ la drammatica testimonianza di una coppia di andriesi presenti ad Isola del Gran Sasso, uno dei punti più alti del comprensorio appenninico dove questa notte vi è stato il distaccamento della parete est del Corno Piccolo in conseguenza del tremendo terremoto avvenuto alle 3,36 con epicentro a 2 chilometri da Accumoli (Rieti) e 10 da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) ed Amatrice (Rieti). L’ipocentro è stato a soli 4 km di profondità. Seconda e terza scossa sono state registrate alle 4:32 e 4:33. Hanno avuto epicentro in prossimità di Norcia (Perugia), Castelsantangelo sul Nera (Macerata) e Arquata del Tronto (Ascoli Piceno). Gli ipocentri sono stati tra gli 8 e i 9 km. Oltre 50 finora (alle 6:40) le repliche di magnitudo superiore a 2, cinque delle quali di magnitudo 4 o superiore.

Incalcolabili i danni ed ancora provvisorio il conto delle vittime che in mattinata ha già superato le 20 unità, ma si scava ancora per cercare sopravvissuti o purtroppo estrarre cadaveri. La famiglia andriese è già di rientro e, fortunatamente, nessun problema sulle strade e stradine di montagna da percorrere per giungere sino alle strade principale ma, questa nottata, sarà difficile da dimenticare. In mobilitazione la protezione civile nazionale con tutte le associazioni già all’opera assieme all’esercito. Dalla Puglia in partenza 80 volontari con 5 funzionari di protezione civile assieme a mezzi ed attrezzature. Le operazioni sono coordinate nello specifico dalla Protezione Civile di Trento.