Una gabbia gigantesca è apparsa in città. Si staglia liscia, scura e fredda per circa cinque metri, al momento vuota e aperta ai passanti curiosi, in Piazza Vittorio Emanuele II, ad Andria. Il suo creatore dice: “Aspettiamo solo si riempia di odio”. È l’installazione cuore del “Festival Castel dei Mondi”, intitolata “Liscio come l’odio”, dietro cui si nascondono la mente e le mani dell’artista Dario Agrimi.
Quella che si vede è solo la prima parte dell’installazione e non la sua versione completa. Presto, infatti, l’interno si riempirà di una scultura creata sempre da Agrimi e solo allora la gabbia verrà chiusa. È un’opera dall’impatto visivo forte, che invita a indagare l’idea di spazio e isolamento e a chiedersi quali siano realmente il dentro e il fuori, il contenitore e contenuto, il prigioniero e la prigione. Che significato hanno nel mondo di oggi la gabbia e la libertà? E se il pericolo non fosse dentro, ma fuori?
È ufficialmente iniziata la trentesima edizione di “Festival Castel dei Mondi” che, come promette il nome di questa rassegna, “Squilibri e misteri”, non intende dar risposte e certezze, ma domande e insicurezza. Un’esortazione a perdere l’equilibrio e a indagare ciò che non può essere immediatamente spiegato.
Attesi nella giornata di oggi, 2 settembre, due performance di artisti locali: in serata, presso il Centro di Aggregazione Fornaci, andrà in scena “Senza fine”, spettacolo parole e musica omaggio a Gino Paoli, con Agata Paradiso accompagnata al pianoforte da Riccardo D’Avanzo, per la regia e drammaturgia di Paolo Farina. Ritornano a Castel dei Mondi anche I Seriomici, questa volta con l’installazione “Milite ignoto”: una proiezione in loop della durata di dieci minuti, ad ingresso gratuito e visitabile il 2 e il 3 settembre, dalle 18 alle 22, presso l’ex Mercato Flavio Giugno.


































