Sale la tassa rifiuti ad Andria: la conferma arriva dal consiglio comunale, che è tornato a riunirsi ieri per approvare, tra gli altri punti, la delibera che prende atto della determina dell’Agenzia regionale per i rifiuti, che nel suo piano economico finanziario ha dovuto prevedere la copertura degli aumentati costi. Un incremento contenuto, sottolineano i consiglieri di maggioranza che quantificano la crescita massima dell’esborso in un quindicina di euro a famiglia. Un passaggio inevitabile, quello dell’incremento della tassa rifiuti, anche per via, spiega una nota del comune, degli adeguamenti contrattuali che sono stati riconosciuti ai lavoratori del settore. Ma è l’ennesimo aumento, rispondono dalla minoranza di centrodestra che ricorda come il ciclo dei rifiuti non sia stato ancora chiuso dalle amministrazioni regionali che da Vendola a Decaro, passando per Emiliano, non hanno brillato in oltre vent’anni di amministrazione né per ambientalismo né per attenzione ai costi che ricadono sui cittadini. E per un servizio, solo su questo convergono le posizioni di maggioranza e minoranza, che è scadente in particolare sul fronte della pulizia di strade e marciapiedi.
Il consiglio trova l’unanimità solo su un punto tecnico: l’approvazione, ai soli fini urbanistici, di una variante al PRG necessaria per consentire il raddoppio della tratta Andria – Barletta della linea della Ferrotramviaria.
E torna subito lo scontro tra centrosinistra e centrodestra su una proposta di ordine del giorno che vorrebbe contribuire a fermare le preintese sulla autonomia differenziata su cui il governo centrale sta andando avanti nonostante le pronunce contrarie su alcuni punti salienti da parte della Corte Costituzionale. L’ordine del giorno proposto dalla maggioranza di centrosinistra di Andria non ha nulla di originale: si tratta di una iniziativa diffusa in tutti i comuni di centrosinistra sollecitata dal presidente della regione Antonio Decaro e che, secondo il centrodestra, vuole annacquare la notizia degli aumenti che i pugliesi si troveranno ad affrontare tra Tassa rifiuti, che arriverà a fine settembre, e quella ancor più consistente dell’aumento Irpef che a fine anno potrebbe mangiarsi le tredicesime.


































