Dopo l’ennesimo evento meraviglioso ed entusiasmante dal punto di vista scenografico ma assolutamente rivedibile dal punto di vista gestionale, non può che esserci una nuova riflessione su Castel del Monte ad Andria. Armonie è stato il titolo scelto dalla Direzione del maniero federiciano per salutare il giorno più lungo dell’anno, il solstizio d’estate. L’evento del 21 giugno ha previsto una vera e propria festa della musica conclusasi con l’intervento dei referenti del Planetario di Bari che hanno con entusiasmo e partecipazione mostrato la meraviglia della volta celeste in diversi punti del Castello e grazie a dei grandi e potenti telescopi. Il bacio di Giove e Venere, la Luna, una stella esplosa e tante altre curiosità che hanno affascinato grandi e piccini. Tutto bello, tutto centrato per location (da rivedere in realtà la gestione interna dell’organizzazione senza grandi indicazioni), tutto perfetto per la serata calda e senza nuvole con la musica di arpa e flauto a riecheggiare nelle quasi millenarie sale del Castello.

Ma le note positive si fermano qui. Anzi. Ci ritroviamo a scrivere di un bene patrimonio dell’umanità che sembra esser diventato un patrimonio per pochi e con una gestione complessiva tra i vari enti da ripensare. Partiamo dalla pubblicizzazione dell’evento. Praticamente nulla se non attraverso il canale social del Castello e con una forma di prenotazione direi ormai totalmente obsoleta considerando la necessità di inviare una mail. Poi l’organizzazione attorno con un evento da doversi svolgere prevalentemente di sera non contornato da una efficace attività preparatoria: ultima navetta alle 21,30 per la discesa dal maniero e tanta gente ad attendere un bus che non sarebbe mai arrivato tra borbottii e imprecazioni. Per carità meravigliosa anche la passeggiata di circa un chilometro da fare per giungere ai parcheggi, non piacevole che a farla dovessero essere anche persone anziane o famiglie con bambini, anche piccoli, affascinati dall’idea di guardare da vicino le stelle in un luogo così magico. Non piacevole neanche il buio non solo quello atavico della strada provinciale che porta su a Castel del Monte (e su cui inspiegabilmente sono transitate diverse vetture) ma anche quello del nuovo percorso nella pineta completamente spento. Anche sulla Strada Statale 170 nei pressi dei parcheggi luci a singhiozzo. Una mancanza totale di coordinamento che denunciamo da anni con tanti enti coinvolti ma su cui purtroppo non si fanno passi in avanti.

Nei giorni scorsi sono arrivate nuove segnalazioni relative anche ai disagi creati con il passaggio della tappa del Giro d’Italia Next Gen nei pressi del maniero. Tappa che da Gravina è terminata a Corato con un circuito ampio di circa 40 chilometri da ripetere due volte che interessava proprio l’area di Castel del Monte. Alcune guide turistiche hanno denunciato anche in questo caso l’assoluta mancanza di comunicazione dell’evento nei giorni precedenti e che ha previsto la completa chiusura della strada per raggiungere il maniero per alcune ore con buona pace per prenotazioni di visite ed annessa esperienza negativa dei turisti oltre che disagi per residenti e villeggianti.

In realtà manca ancora un dato pubblico da parte del Ministero rispetto ai rilievi di accessi e introiti nel 2025 anche se il trend negli ultimi anni è al ribasso. Ma la domanda è: quante altre esperienze negative saranno necessarie affinchè il Castel del Monte sia davvero al centro di una operazione di attenzione, salvaguardia e valorizzazione con il coinvolgimento del territorio? E viste tutte le difficoltà non sarebbe meglio smettere di parlare di un bene patrimonio dell’Umanità?