Oltre 100 capi di imputazione di cui a vario titolo dovranno rispondere le 40 persone arrestate questa mattina dalla Polizia di Stato ad Andria. Toccate almeno cinque aree di spaccio nella maxi operazione dal titolo “Omnes” e che fa seguito alla precedente denominata “Oppidum” che aveva già portato in carcere 30 soggetti. Le indagini sono partite proprio dal monitoraggio delle più importanti piazze di spaccio individuate sul territorio nel corso delle diverse indagini in questi anni nel lavoro condiviso tra forze dell’ordine e Procura di Trani. Il certosino lavoro degli inquirenti con una informativa accurata della Polizia di Stato si è concentrata su fatti accaduti tra ottobre 2025 e gennaio 2026 che hanno poi portato all’arresto di 40 soggetti questa mattina all’alba con l’ausilio di decine di agenti e l’elicottero. Dei fermati 25 sono stati condotti in carcere e 15 ai domiciliari. Sono 24 i pregiudicati coinvolti di cui una decina dovranno rispondere della recidiva. Le accuse a vario titolo vanno dallo spaccio di droga sino alla violazione della detenzione domiciliare per arrivare anche alle estorsioni e, in un caso, all’omissione di soccorso a seguito di un incidente stradale in cui erano state investite su di un monopattino due minorenni. I protagonisti non si fermarono a prestare soccorso ma ne hanno successivamente parlato al telefono.
Fondamentale come hanno spiegato da Questura BAT e Procura della Repubblica di Trani nel corso di una conferenza stampa, l’aiuto dei cittadini grazie a molte segnalazioni di episodi di spaccio attraverso la app Youpol. Essenziale anche la fitta rete di telecamere di videosorveglianza ormai presente in città che ha permesso di monitorare anche aree più nascoste e meno inclini all’osservazione diretta. Solo con questi strumenti sono state documentate almeno 32 cessioni di droga con una corrispondenza diretta con un ordine avvenuto pochi minuti prima. I centralinisti che accoglievano le chiamate attivavano poi subito i pusher nelle diverse zone di competenza e la consegna avveniva generalmente a bordo di mezzi elettrici. Scoperto il linguaggio criptico con cui venivano presi gli ordini principalmente attraverso i social, segno dei tempi che cambiano, mentre lo spaccio non è più statico ma dinamico con un vero e proprio delivery. Essenziale anche il ruolo delle intercettazioni telefoniche ma soprattutto quelle telematiche. Altro elemento emerso è stato quello della parità di genere considerando che tra gli arrestati ci sono anche sette donne di cui una già detenuta ai domiciliari. Avevano ruoli di coordinamento oltre che di contatto con detenuti in carcere.
Le aree su cui agivano gli spacciatori erano ben definite e riguardavano zone periferiche come il Quartiere di San Valentino o Santa Maria Vetere ma anche aree centrali come Piazza Catuma, Piazza Marconi e Porta La Barra. Nella ricostruzione minuziosa degli inquirenti è emerso come il costo della cocaina fosse stato calmierato. Infatti sono state verificate anche più cessioni da un unico fornitore verso un unico consumatore durante il giorno. Strettamente legata allo spaccio in realtà è anche l’accusa relativa alle estorsioni come quella accertata di uno spacciatore che per un debito di 250 euro non saldato immediatamente aveva chiesto mille euro, poi ricevuti, con gravi e reiterate minacce.
Un quadro indiziario accolto dal Tribunale di Trani dopo gli interrogatori preventivi svoltisi negli scorsi giorni. Gli arrestati hanno età compresa tra i 20 ed i 60 anni con una larga rappresentanza di giovani della cosiddetta Gen-Z e cioè nativi negli anni 2000. Un nuovo colpo inferto alla malavita andriese anche se gli inquirenti spiegano non esserci elementi per parlare di legami diretti ai clan storici della città. Nel solo anno 2026 sono già stati 84 gli arresti effettuati per spaccio di droga dalla Polizia di Stato con un trend in crescita nell’ultimo biennio rispetto a qualche anno fa. Non è però cresciuto lo spaccio ad Andria, spiegano, bensì è aumentata la repressione delle forze dell’ordine con ormai diverse squadre specifiche ma anche la conoscenza del territorio (mappate 34 aree di spaccio complessivamente nella BAT) ed il coordinamento della Procura per indagini ora sempre più rapide ed efficaci.



































