Uno scenario desolante e che lascia spazio, oltre che ai tantissimi rifiuti, anche alla rabbia. Ormai da settimane sui social si moltiplicano le segnalazioni sull’inciviltà di chi acquista d’asporto al McDonald’s di via Trani e poi si sposta nel parcheggio del Penny per consumare e poi abbandonare le cartacce a terra. Anche questa mattina, lo scenario era desolante. Una situazione che si ripete con regolarità da settimane e con particolare rilievo nei weekend. Ci si interroga su come porre fine al degrado. L’area del parcheggio del Penny risulta privata ma attualmente, tramite una sorta di convenzione, è aperta all’utenza pubblica. Il comune di Andria sta vagliando le possibili opzioni per porre rimedio a questa ondata di inciviltà, ma il tema resta delicato. Anche solo chiudere quel parcheggio potrebbe semplicemente spostare gli incivili altrove, magari nella vicina zona Pip. Ma c’è anche la questione relativa alla pulizia che inevitabilmente dovrà pesare su qualcuno.

La scorsa settimana invece, nella conferenza di servizi convocata con urgenza, comune di Andria e Provincia BAT hanno stabilito che verrà realizzato un camminamento pedonale che permetta agli utenti di raggiungere anche a piedi, e in sicurezza, il McDonald’s così come le altre attività commerciali presenti su un strada priva di marciapiede e che fino al semaforo è di competenza comunale, poi diventa provinciale. Un argomento che ha scatenato diverse reazioni politiche. Critica quella dei consiglieri comunali di Forza Italia e Movimento Pugliese (Luigi Del Giudice, Marcello Fisfola, Donatella Fracchiolla e Nino Marmo) i quali, soffermandosi sul piano urbanistico, hanno riferito: «Non può esserci il rilascio di un titolo abilitativo senza la preesistenza (o la contestuale realizzazione) delle opere di urbanizzazione – si legge -. Prima la sindaca ne annuncia con enfasi l’apertura e solo settimane dopo l’inaugurazione, ci si accorge dell’assenza di un elemento apparentemente banale, ma in realtà essenziale: un marciapiede […] Come è stato possibile autorizzare l’apertura senza imporre fin dall’inizio opere minime di sicurezza? Chi pagherà per questa messa in sicurezza tardiva?», chiedono i quattro consiglieri comunali dell’opposizione.