
Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa firmata da PD, AndriaLab, ABC, Futura e Italia Viva in merito alla gestione e allo stato delle strutture sportive di Andria:
«Sul tema degli impianti sportivi pubblici è il momento di parlare chiaro e di mettere un argine alle tante informazioni inesatte con cui l’opposizione sta provando a fare campagna elettorale.
Il Comune ha scelto di affidare la gestione tramite bando pubblico, rispettando pienamente le norme e garantendo la massima partecipazione. Una scelta che non nasce per caso, ma che è in piena sintonia con quanto indicato dalla Corte dei Conti, che ci ha imposto tariffe elevate proprio per le note ragioni legate al recupero dei danni e delle criticità che abbiamo ereditato.
Proprio per questo, il modello di affidamento che abbiamo pensato non prevede nemmeno un euro di spesa a carico del Comune. Al contrario, il gestore si fa carico di tutto: costi, manutenzione, personale, sorveglianza e rischi economici. Il Comune, invece, incassa circa 15.000 euro l’anno, senza spendere nulla. Le tariffe resteranno comunque regolate dal Comune e l’accesso continuerà a essere pubblico e senza esclusioni.
Chi parla di 700.000 euro regalati ai privati, quindi, o sta raccontando una bugia oppure semplicemente non sa di cosa parla. Questo è il metodo che stiamo utilizzando e che useremo anche per la piscina e per le altre strutture sportive: collaborazione con il privato, controllo pubblico, interesse collettivo. È giusto dirlo senza ipocrisie: stiamo sistemando l’ennesimo disastro ereditato dal passato, lasciato proprio da chi oggi si permette di criticarci.
Prima c’erano impianti chiusi, degrado e vandalismi. Prima il Comune spendeva soldi che non aveva e non incassava nulla. Prima mancava una visione. Oggi gli impianti tornano a vivere, il Comune incassa risorse e la città riacquista spazi per lo sport e la socialità. Non abbiamo mai promesso miracoli, ma abbiamo sempre governato con serietà. Il progetto di città c’è, è concreto e andrà avanti, perché tra questa amministrazione e chi ci ha preceduto continua ad esserci un abisso. E gli andriesi lo sanno»





































