Il tema degli affidamenti e dello stato delle strutture sportive ad Andria ha dato vita al primo scontro della campagna elettorale per le elezioni comunali della prossima primavera. La questione è tornata agli onori delle cronache dopo che il comune amministrato dalla maggioranza che sostiene Giovanna Bruno ha deciso di mettere a bando la concessione di quattro strutture: il palazzetto di via Germania e i polivalenti di via La Specchia e via delle Querce riuniti nello stesso bando, e a parte, la ex pista di pattinaggio, trasformata in un centro padel. Se in quest’ultimo caso il prezzo base della concessione è rimasto sostanzialmente invariato mentre gli investimenti di trasformazione sono già stati sostenuti da chi oggi ne ha la gestione e quindi presumibilmente potrà facilmente proseguire l’attività, sulle altre tre strutture sono insorte le società sportive, come abbiamo già avuto modo di raccontare.

In seguito all’interviste rilasciata dal direttore generale della Manzoni sport Pietro Lamorte che ha giudicato “folle” il bando proposto dal comune e che prevede un aumento quintuplicato dei costi di affitto cui si devono ora aggiungere anche l’assunzione dei costi delle utenze e quelli di manutenzione delle strutture , ha puntualizzato la posizione dell’amministrazione comunale l’assessore Mario Loconte. Che ha spiegato come sia il piano di rientro ad obbligare il comune a prevedere che le strutture sportive non debbano pesare sul bilancio comunale. Alle dichiarazioni di Loconte ha fatto eco la maggioranza che in coro ha ricordato che prima il comune spendeva soldi che non aveva e non incassava nulla e che questo ha contribuito alla affannosa situazione economica dell’ente.

Sulla questione ha preso parola il dottor Sabino Napolitano, individuato come candidato sindaco per il centrodestra e al quale non è parso vero di poter segnare un gol a porta vuota: secondo Napolitano dalle dichiarazioni di Loconte si desume che fino ad ora, concedendo le strutture a meno di 5mila euro l’anno, non è stato rispettato il piano di rientro nel periodo 2021-2025 creando così un danno erariale al comune. Nodi che vengono ora al pettine e che mettono in ginocchio le associazioni sportive: i prezzi quintuplicati, ma soprattutto le ristrutturazioni che al contrario di quanto previsto nel progetto di finanza per la piscina comunale non potranno essere scomputate dai canoni di concessione, aumentano i costi. Che una volta ribaltati sul singolo iscritto alle attività sportive rendono lo sport una attività per pochi. Napolitano, nel suo intervento, non si ferma alle strutture messe a bando ma ricorda anche lo stato pietoso di altre strutture sportive: una per tutte, lo stadio Degli Ulivi il cui portale monumentale è ormai luogo di degrado.