Le espulsioni che il PD ha comminato ad alcuni suoi iscritti tra i quali ben tre consiglieri comunali di Andria rappresentano un attacco all’amministrazione Bruno. Lo sostiene il consigliere Mirko Malcangi che ha convocato per questa mattina una conferenza stampa per prendere posizione rispetto al provvedimento che lo riguarda e su cui chiede che tutta la maggioranza prenda posizione, a cominciare dalla sindaca Bruno.
Le espulsioni sono la conseguenza, come anticipato nei giorni scorsi, della presunta infedeltà dei sei iscritti che duranze le ultime elezioni regionali avrebbero sostenuto candidati di altre liste e concorrenti rispetto al PD con un particolare riferimento al sostegno alla candidata Daniela Maiorano (espulsa dal PD nel momento in cui si è candidata nella civica PER Decaro) e a Ruggiero Passero candidato della stessa lista e vicino all’espulso più eccellente del partito nella BAT Filippo Caracciolo.
Fatti che secondo Malcangi non sono provati. Non solo: il provvedimento che lo espelle dal pd insieme al consigliere comunale Emanuele sgarra e al capogruppo in consiglio comunale Gianluca Sanguedolce ed altri tre iscritti, non sarebbe formalmente legittimo: intanto perchè notificato tramite whatsapp dal segretario cittadino Gianni Addario e non nelle forme previste dallo statuto (mail o raccomandata). Il provvedimento è stato inoltre assunto senza che si desse agli accusati la possibilità di difendersi e neanche di prendere visione delle accuse che gli si rivolgono. Per questi ed altri motivi Malcangi ha proposto ricorso ottenendo – sostiene – come prevede lo stesso statuto, la sospensione del provvedimento.
Ma ancor più chiaramente Malcangi sostiene che l’operazione sia ordita dal senatore Boccia per addivenire al risultato di poter candidare Giovanni Vurchio, sindaco di Andria alle amministrative della prossima primavera.


































