Perché dire “No” alla riforma sulla giustizia? Il tema è stato discusso nel chiostro di San Francesco, ad Andria, alla presenza di giudici e magistrati del Tribunale di Trani. L’incontro è stato moderato dal procuratore Renato Nitti. Al centro del dibattito le criticità della riforma: dalla possibile compressione dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, al rischio di un rafforzamento del controllo politico sulla funzione giudiziaria. La riforma voluta dall’attuale Governo sarà oggetto di un referendum confermativo che si terrà nel 2026. L’obiettivo dei promotori, dunque, è far riflettere la comunità sulle ragioni del “No”. In primo luogo, non è una riforma pensata per ridurre i tempi dei processi, hanno spiegato durante l’incontro. Ma c’è molto di più.
Il rischio dunque è che la riforma incida profondamente sugli equilibri costituzionali senza migliorare concretamente l’efficienza del sistema giudiziario.
Il servizio.



































