«ABRACADABRA et voilà, il disavanzo non c’è più! Sembra uno scherzo, ma non lo è, a giudicare dai toni trionfalistici di alcuni esponenti della giunta Bruno. Che esultano,  ma non traducono ai cittadini le aride cifre in lettere. Allora lo spieghiamo noi». Inizia così la nota di Forza Italia, con i consiglieri Marcello Fisfola e Donatella Fracchiolla e del Movimento Pugliese con Luigi Del Giudice e Nino Marmo dopo l’approvazione del rendiconto del 2023 in consiglio comunale.

«Il disavanzo al 2018 era all’incirca di 90 milioni di euro. Secondo il Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale, approvato dalla Corte dei Conti, l’amministrazione avrebbe dovuto riequilibrarlo con circa 5 milioni di euro l’anno. “Indi per cui”, avrebbe detto Totò, al 2023 dopo i primi cinque anni il disavanzo avrebbe dovuto assestarsi a circa 60 milioni – dice ancora la nota dei partiti di centrodestra – Quale sia stata la magia, di ritrovarsi 28 milioni e non 60, non lo spiegano, ma ne attribuiscono il merito al loro duro lavoro».

«Allora lo abbiamo chiesto noi alla Corte dei Conti, che così riferisce nella deliberazione n. 10 del gennaio 2024: “….non ci si può esimere dall’evidenziare, ancora  una volta come tale trend positivo risulti fortemente influenzato dall’ingente quantità di trasferimenti e fondi ricevuti a vario titolo dallo Stato (contributi ex art.53 d.l. 104/2020 per €29.683.148,66; fondo di rotazione per €15.049.650,00)”. Sono quindi i quasi 30 milioni ricevuti dallo Stato (Decreto post Covid definito “Salva Enti”) che riducono il disavanzo a circa 28. A Tal proposito la Corte aggiunge: “Tale registrato miglioramento dei saldi contabili, invero, non può considerarsi  “strutturale” e idoneo a garantire equilibri finanziari duraturi, trattandosi all’evidenza, di entrata non ripetitiva che, lungi dal consentire il superamento degli squilibri strutturali accertati, si limita unicamente a procrastinarne gli effetti.” Questo è quanto riguarda il disavanzo!».

«Poi abbiamo il debito commerciale del Comune – dicono ancora – Quello di Andria, al contrario, non si è ridotto, anzi è aumentato! Volutamente la maggioranza confonde il dato finanziario con la reale situazione debitoria del Comune di Andria. Infatti, a fronte di questo contesto finanziario favorevole (rispetto a quello vissuto dalla precedente amministrazione), la decisione del Comune di Andria è stata quella di accantonare (senza alcuna ragione) diversi milioni di euro, che potevano essere utilizzati per altri scopi. Accantonamenti per eventuale emersione di debiti. Sul punto la Corte dei Conti ha bacchettato e chiesto chiarimenti al Comune di Andria, insieme a numerosi altri dati che ai consiglieri vengono negati. Ma noi li apprenderemo comunque dalla Corte. Questa è la verità che va raccontata ai cittadini e ne parleremo ancora».