
Riceviamo e pubblichiamo una nota del consigliere comunale del PD Andria, Mirko Malcangi:
«Come ogni anno, tra luglio e settembre, comuni e istituzioni scolastiche sono alle prese con le previsioni del piano di dimensionamento scolastico. Quello di quest’anno è più particolare di quello degli altri anni, perché la legge che stabilisce i criteri di rideterminazione dei plessi e assegnazione di dirigenti scolastici e dsga è stata impugnata giustamente dalla Regione Puglia davanti alla Corte Costituzionale a febbraio e chiede che sia dichiarata incostituzionale la norma statale che costringerebbe tra l’altro l’accorpamento di istituti scolastici sul territorio, causando disagi sia all’utenza che ai docenti (udienza a novembre 2023).
I Comuni, entro il 30 settembre, devono pronunciarsi su un’ipotesi di riorganizzazione definita con dei criteri, esclusivamente matematici e che non prevedono il famoso processo partecipativo dal basso, che potrebbero essere dichiarati illegittimi. L’ipotesi che riguarda il comune di Andria sarà oggetto di approfondimento nei prossimi giorni.
Va detto che con l’accorpamento e la creazione di istituti comprensivi si comprime non solo la previsione di dirigenti scolastici e dsga, ma di tutto il comparto scuola (amministrativi e personale ata), con un chiaro colpo da parte del governo Meloni al mondo della scuola.
Bene ha fatto la Cgil Puglia a chiedere un incontro urgente all’Anci per discutere della vicenda».



































